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Multe Antitrust a quota 500 milioni

Innovative e dinamiche. Le società dell’era digitale portano ancora idee, lavoro e soldi all’economia anche italiana. Per questo Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Antitrust, si augura che le start-up siano libere da regole troppo stringenti. Esperienze come Uber (nei trasporti) o AirBnb (ospitalità in casa per i viaggiatori) vanno disciplinate anche dal lato delle tasse; non certo uccise.
Nello stesso tempo, i colossi di Internet minacciano di creare nuovi monopòli, di togliere ad altre imprese un posto al sole, di determinare forme di povertà penalizzando i consumatori. Nella sua Relazione annuale alle Camere, l’Antitrust giura di aver fatto la sua parte decidendo multe – anche alle società del digitale – per 501 milioni (con un più 63%). Pitruzzella ricorda i procedimenti su Booking. com e Expedia, nel segmento delle prenotazioni online. Gli impegni che questi soggetti hanno assunto, incalzati dall’Antitrust, generano nuovi concorrenti e restituiscono libertà agli albergatori.
Nel suo bilancio, Pitruzzella ricorda di aver chiuso 9 istruttorie su operazioni di concentrazione (da gennaio 2015 a giugno 2016). E quattro di queste riguardavano i media. Settore che l’Antitrust vuole controllare, se possibile, con ancora maggiore rigore consapevole di essere un osservato speciale. Proprio ieri, gli Editori Laterza hanno reclamato una vigilanza scrupolosa sulle condizioni che l’Antitrust stessa ha imposto alla fusione tra Mondadori ed Rcs Libri.
Altro settore strategico è quello della banda larga. Il Garante ha dato il suo parere sui bandi di gara Infratel che puntano a portare l’Internet veloce nelle zone povere dove le società delle tlc non avrebbero interesse ad investire. Pitruzzella, poi, guarda con curiosità alla discesa in campo di Enel, con la sua società Open Fiber. Ma vigilerà attento che «nessun attore (neppure se nuovo) ricerchi vantaggi sfruttando forme di sussidi incrociati». Queste parole – secondo il presidente di Telecom, Recchi – chiamano in causa proprio Enel. Enel ribatte che è stato il presidente dell’Autorità per l’Energia Bordoni a negare sussidi incrociati l’8 aprile «perché la società elettrica – ha detto – non prende soldi dalle bollette per posare fibra».
Infine Pitruzzella si ferma sul disegno di legge Concorrenza. Il testo è forse svuotato rispetto alle promesse della vigilia? Il Garante invita a guardare «il bicchiere mezzo pieno». Certo, la rapida approvazione del Ddl in Parlamento – e un successivo nuovo pacchetto di regole – colpirebbero al cuore i privilegi che ancora si annidano nelle professioni protette, nelle farmacie, nei trasporti, nel commercio al dettaglio.

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