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Multe fino a 3 mila euro a chi esce

Multe da 400 fino a 3 mila euro per chi esce di casa senza giustificato motivo. È previsto nel nuovo decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha negato che ci sia mai stata l’ipotesi di confiscare il veicolo degli eventuali contravventori; ha negato che ci sarà una proroga delle misure restrittive fino al 31 luglio (l’auspicio è quello di togliere appena possibile le gravi limitazioni delle libertà personali) e si è dichiarato «soddisfatto per il comportamento degli italiani». Inoltre Conte ha annunciato che ogni 15 giorni riferirà alle Camere sulle misure adottate e sull’andamento della crisi sanitaria. Il decreto legge è nato per regolamentare «in modo lineare» i rapporti tra governo e regioni: «Lasciamo che i presidenti possano adottare anche provvedimenti restrittivi e anche più restrittivi, ma rimane la funzione di coordinamento e omogeneità assicurati dal governo», ha spiegato Conte. «In assenza di un decreto legge vale la mia ordinanza più restrittiva», aveva ribadito il governatore della Lombardia, Attilio Fontana.

Sono 743 in più i morti provocati in un giorno in Italia dall’epidemia di coronavirus (402 nella sola Lombardia). Le vittime complessive sono 6.820 e 3.396 sono i malati ricoverati in terapia intensiva.

Ci saranno «risorse cospicue» in un altro decreto legge in arrivo ad aprile per dare sostegno a imprese e famiglie in difficoltà. E il governo intende collaborare con l’opposizione nello scrivere le misure. L’hanno affermato il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri dopo il confronto con il centrodestra. Anche nelle dichiarazioni dei leader dell’opposizione, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, è emersa la volontà di collaborare. Ieri il capo dello Stato Sergio Mattarella ha fatto un confronto dell’attuale situazione con gli anni della dittatura e della guerra, quando «l’unità del popolo italiano consentì la rinascita morale, civile ed economica».

Videoconferenza tra i ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia, Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri, con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. I sindacati hanno chiesto di sospendere tutte le attività lavorative non essenziali e indispensabili e, per questo, di rivedere l’elenco dell’ultimo Dpcm con le restrizioni per contenere l’emergenza e tutelare salute e sicurezza delle persone. In mancanza di un intervento di questo tipo verrà proclamato uno sciopero generale. Confindustria ha parlato di economia di guerra e del rischio di perdere cento miliardi al mese. E ha fatto appello a far prevalere il buon senso.

Le associazioni dei gestori delle pompe di benzina temono il contagio. Lo stop comincia oggi sulle autostrade e sulle tangenziali, seguiranno gli altri impianti. Funzioneranno i self service.

Bloccato e sequestrato ad Ancona un carico di strumenti e dispositivi per la ventilazione meccanica dei pazienti con patologie respiratorie, su un autoarticolato che si trovava in coda per imbarcarsi su un traghetto per la Grecia. L’operazione della Guardia di Finanza con le Dogane si è svolta nell’ambito di un piano di controlli del rispetto dell’ordinanza della protezione civile che vieta alle imprese di cedere all’estero determinati dispositivi medici nell’ambito dell’emergenza coronavirus. Sequestrati 1.840 circuiti respiratori (tubo, pallone, valvola e maschera respiratoria) da utilizzare per i pazienti in condizioni critiche. Il rappresentante legale della società italiana, con sede in provincia di Milano, che ha tentato la vendita di tali componenti ad una società ellenica, è stato denunciato per violazione dell’art. 650 c.p. per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, che prevede l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a 206 euro. I dispositivi sottoposti a sequestro saranno consegnati alla Protezione civile per gli aiuti ai presidi ospedalieri italiani.

«Stiamo valutando ogni singolo caso». Il Commissariato di Villa San Giovanni sta compiendo verifiche sugli automobilisti bloccati da lunedì sulla sponda calabrese dello Stretto dal Dpcm sull’emergenza coronavirus. «Una settantina di famiglie con 50 minori, bloccati da 24 ore sotto la pioggia e il freddo», ha segnalato il senatore Marco Siclari chiededo l’intervento del ministro dell’Interno.

Il commissario nazionale per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. Arcuri ha sottolineato che i posti di terapia intensiva sono 8.300 con una crescita del 64%, che vengono distribuiti 73 ventilatori al giorno. I letti in pneumologia e infettivologia sono quadruplicati. Nelle prossime ore, ha aggiunto, 300 medici saranno destinati negli ospedali più in difficoltà, e saranno trasferiti su base volontaria 500 infermieri.

Per combattere il Covid-19 il direttore generale dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), Nicola Magrini ha annunciato due programmi di studio per il Remdesivir, «un antivirale diretto per il quale ci sono alcune evidenze dirette di capacità di accelerare la guarigione della malattia». Un altro studio riguarda il Tocilizumab, «un farmaco per l’artrite reumatoide che potrebbe essere in grado di ridurre la componente infiammatoria». E, ancora, due studi sperimentali «che confrontano altri farmaci della componente infiammatoria, anticorpi monoclonali, che dovrebbero partire presto ed essere anche in grado di fornire rapidamente alcuni risultati». Quanto allo studio sul farmaco Avigan, ha spiegato Magrini, «è un nome commerciale per il Favipiravir, un antivirale approvato solo in Giappone come antinfluenzale». È in corso di valutazione la disponibilità del farmaco perchè «non è disponibile né in Europa né negli Stati Uniti».

«Faremo qualunque cosa necessaria per riportare la crescita e la fiducia e per proteggere i posti di lavoro, le imprese e la tenuta del sistema finanziario». L’hanno affermato i ministri delle Finanze e governatori del G7.

Le Borse europee continuano nel rimbalzo dopo il pronunciamento della Fed contro gli effetti negativi della pandemia. Milano e Francoforte hanno guadagnato il 6% in una giornata cominciata positiva sulla scia del balzo di Tokyo a +7,13%. Spread in flessione intorno a quota 190. Spinta Fed anche per l’oro che torna a salire.

Per Moody’s nel 2020 il Pil calerà del 2,7% nell’Eurozona, con un crollo del 5,7% nel primo trimestre e del 7,4% nel secondo trimestre a causa del coronavirus. Emerge dal report Covid-19: Global Economic Tsunami. A gennaio la stima era di un +1,3%. Per gli Usa e’ stimata una contrazione dello 0,5%, a livello globale dello 0,4%. Secondo Moody’s negli Usa il virus potrà fare anche più danni che in Italia. L’elevata contrazione del pil prevedibile nel primo semestre dell’anno, secondo il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, porterebbe a fine anno a una contrazione «di qualche punto percentuale, grave, ma gestibile e recuperabile».

Guido Bertolaso, chiamato da Regione Lombardia come consulente per l’emergenza Covid-19 è positivo al coronavirus. «Sia io che i miei collaboratori più stretti siamo in isolamento e rispetteremo il periodo di quarantena. Continuerò a seguire i lavori dell’ospedale Fiera», ha affermato. Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, che aveva partecipato a una riunione con Bertolaso, si è messo in quarantena. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha detto invece che non tornerà in quarantena. Anche il commissario Ue, Paolo Gentiloni, è in isolamento: una persona del suo staff è positivo.

Nel mondo sono oltre 2,6 miliardi le persone costrette a casa a causa delle restrizioni dovute dall’epidemia di coronavirus. Anche l’India in totale lockdown mentre la Cina rimuove i divieti nell’Hubei. A Wuhan le restrizioni verranno tolte il prossimo 8 aprile. In Spagna si sono contati oltre 500 morti in un giorno (in totale 2700). Oltre 5400 operatori sanitari accertati come contagiati nello stato iberico. In Europa 200 mila i contagiati accertati. La portavoce dell’Oms ha rilevato una «grande accelerazione» dei casi negli Stati Uniti (600 morti) che possono diventare il prossimo epicentro dell’epidemia.

Il Cio ha ufficializzato con un comunicato la notizia anticipata dal premier giapponese Shinzo Abe: «I Giochi sono rinviati al 2021, non oltre l’estate, per salvaguardare la salute degli atleti e di tutti i partecipanti. Manterranno il nome di Giochi olimpici e paralimpici Tokyo 2020».

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