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Multa in contraddittorio

La sanzione fino a 10.000 euro in caso di mancata adozione dei piani di prevenzione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni potrà essere adottata a seguito di procedimento in contraddittorio avviato dall’Anac, da concludersi entro 120 giorni. È quanto prevede il regolamento emesso dall’Autorità nazionale anti corruzione in materia di esercizio del potere sanzionatorio di propria competenza per l’omessa adozione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione, dei Programmi triennali di trasparenza, dei Codici dì comportamento. È infatti l’articolo 19, comma 5, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito nella legge 114/2014 che stabilisce, salvo che il fatto costituisca reato, che l’Autorità Nazionale Anticorruzione applichi una sanzione amministrativa di importo compreso fra 1.000 e 10.000 euro, nel caso in cui sia stata omessa l’adozione del Piano triennale di prevenzione della corruzione, del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità o dei Codici di comportamento.

Il responsabile del procedimento dell’Anac avvia l’iter di accertamento sulla base delle segnalazioni pervenute e svolge una articolata istruttoria, che può anche comprendere l’audizione dei soggetti interessati. Alla fine dell’istruttoria si potranno avere tre esiti: archiviazione, diffida ad adottare i provvedimenti omessi, entro un termine breve, non superiore ai 60 giorni e infine irrogazione, per ciascuno dei soggetti obbligati, di una sanzione pecuniaria di cui si definisce la quantità, in relazione alle responsabilità accertate nella omessa adozione del provvedimento. L’importo della sanzione pecuniaria (da 1.000 a 10.000 euro) è definito in rapporto a diversi profili: gravità dell’infrazione; rilevanza degli adempimenti omessi, anche in relazione alla dimensione organizzativa dell’amministrazione e al grado di esposizione dell’amministrazione, o di sue attività, al rischio di corruzione; eventuale reiterazione di comportamenti analoghi a quelli contestati; opera svolta dall’agente per l’eliminazione o l’attenuazione delle conseguenze dell’infrazione contestata. Il procedimento deve concludersi entro il termine massimo di 120 giorni dalla data di comunicazione del suo avvio.

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