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Multa Antitrust contro le Poste

di Antonella Baccaro

ROMA — Una multa da 40 milioni di euro circa a Poste Italiane per abuso di posizione dominante nei mercati liberalizzati del «recapito a data e ora certa» e della notifica «attraverso messo notificatore». È questo l'esito dell'istruttoria, svolta dall'Antitrust, guidata da Giovanni Pitruzzella, che ha individuato alcune condotte «atte a gettare discredito sull'attività dei concorrenti e a ostacolarne l'offerta».
Poste Italiane, nel ritenere «di aver sempre rispettato le regole della concorrenza e del mercato» ha già dato mandato ai legali di ricorrere al Tar contro il provvedimento.
Dagli atti del procedimento emerge come all'interno di Poste Italiane, dal 2006, operasse una Task Force Concorrenza che avrebbe messo sotto osservazione «con preoccupazione» l'offerta dei concorrenti e, in particolare, del prodotto di Tnt riservato alla clientela business. Nel periodo 2009-2012, Poste prevedeva una perdita di 250-300 milioni di invii.
Per far fronte al concorrente, secondo l'indagine, Poste avrebbe messo a punto una strategia atta a «gettar discredito» su Tnt presso la sua clientela. Da una circolare interna a Poste emergerebbe che il suo personale era stato istruito a restituire sempre al cliente di Tnt e non a quest'ultimo (come dovrebbe essere secondo la legge, ndr), eventuali invii non recapitati correttamente da Tnt. La restituzione avveniva solo previo pagamento della tariffa pari a 0,60 euro, il doppio rispetto al proprio servizio equivalente. Nel caso di mancato pagamento di questa tariffa, entro dieci giorni dalla comunicazione, gli invii in questione venivano distrutti. Opzione scelta da molti clienti, data l'onerosità del servizio.
A quanto esposto, l'Antitrust aggiunge che «l'evidenza in atti dimostra come Poste Italiane, in alcuni casi, abbia posto in essere un'attività intenzionale di intercettazione della corrispondenza» di Tnt. Il meccanismo avrebbe consentito a Poste Italiane di fare anche un'analisi del business della concorrenza e di proporsi ai suoi clienti conquistando il 5-10% di quelli più importanti.
Sempre nella fattispecie di «abuso di posizione dominante» viene fatta rientrare anche l'offerta a prezzi inferiori ai costi del prodotto PostaTime, «circoscritta alla sola clientela a rischio concorrenza e con l'applicazione di indebiti limiti quantitativi». La stessa strategia, consistente nel formulare prezzi predatori, utilizzando la rete postale del servizio universale anche per i servizi liberalizzati, sarebbe stata seguita anche in occasione delle gare del Comune di Milano e di Equitalia, bandite nel 2008, e aventi a oggetto la consegna attraverso messo notificatore di multe e atti amministrativi e il servizio di recapito «a data e ora certa».
«Siamo estremamente soddisfatti per la decisione dell'Antitrust, che consideriamo una grande vittoria per il mercato e per la concorrenza» ha commentato Tnt.
 

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