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Multa a Ryanair ed Easyjet, costi poco chiari

MILANO — Tegola da oltre un milione di euro per Ryanair ed Easyjet che ieri sono state multate dall’Antitrust per mancanza di trasparenza sulle assicurazioni annullamento viaggio. Polizze facoltative poco chiare che in alcuni casi si insinuavano direttamente nei biglietti prenotati.
È capitato più o meno a tutti i passeggeri low cost, anche quelli più esperti, e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, allertata da consumatori esasperati, ha deciso di sanzionare le due compagnie: ben 850 mila euro per l’irlandese Ryanair e 200 mila euro per l’inglese Easyjet. Secondo l’Agcm entrambi i vettori hanno violato il Codice del Consumo per informazioni «insufficienti e inadeguate sulle polizze facoltative». Fatta la prenotazione online, per esempio, i passeggeri ricevevano informazioni sommarie sui rischi effettivamente coperti dal contratto di assicurazione sottoscritto. Contratto che in molti casi prevedeva una franchigia da pagare considerata «elevata in proporzione al costo del biglietto». Succedeva quindi che il passeggero acquistava la polizza e una volta richiesto il rimborso del biglietto aereo non volato, si accorgeva che il contratto prevedeva una franchigia troppo cara rispetto a quanto sborsato per l’acquisto del volo. Le compagnie inoltre non spiegano «che l’eventuale risarcimento non copre le tasse e i diritti aeroportuali». Insomma l’omissione o la «non agevole reperibilità delle informazioni necessarie — si legge nel dispositivo dell’Antitrust — potevano in sostanza indurre in errore i consumatori sulla natura del rischio assicurato».
La sanzione più pesante riguarda Ryanair che dall’avvio del procedimento (febbraio 2013) ha sì apportato delle modifiche al sito internet, ma considerate non sufficienti. In più alla compagnia irlandese l’Autorità ha «contestato il meccanismo di deselezione dell’opzione di acquisto della polizza» tramite una tendina web e un sistema considerato «troppo macchinoso».
Non è la prima volta che il vettore low cost viene multato dall’Agcm: l’anno scorso la sanzione per i costi nascosti sui biglietti aerei era stata di 400 mila euro mentre nel 2011, a finire sotto la lente di ingrandimento dell’Authority, erano stati gli spot pubblicitari «ingannevoli». Mai però la multa era arrivata a sfiorare, come in questo caso, il milione di euro.
«Prendiamo atto di questa decisione — ha fatto sapere la compagnia guidata da Michael O’Leary — anche se siamo in disaccordo e abbiamo dato mandato ai nostri avvocati di fare appello, modificheremo il nostro sito web di conseguenza». Rammaricata invece Easyjet che «valuterà il da farsi». Sulla vicenda è intervenuto anche l’amministratore delegato di Alitalia Gabriele Del Torchio: «Sono contento tutte le volte che le regole del libero mercato vengono imposte. Forse la trasparenza non era il loro punto di forza».

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