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Mps,la Consob impugna i bilanci degli ultimi tre anni Vegas: “Fatti nuovi”

MILANO .
L’operazione Alexandria continua a turbare i sonni del Monte. Nei giorni scorsi Consob avrebbe infatti inviato la contestazione dei bilanci 2012, 2013, 2014 della banca senese, ai sensi dell’articolo 154 ter del Tuf. Entro poche settimane l’interlocuzione tra la Commissione e i banchieri porterà a una loro riscrittura corretta, o a una contesa legale.
Il campanello d’allarme era suonato il 13 ottobre, quando Consob aveva chiesto di costituirsi parte civile nel processo in avvio a Milano sulla ristrutturazione del veicolo di investimento con cui nel 2009 la vecchia gestione Mps occultò 220 milioni di perdite aprendo una voragine di rischi, nuove perdite e cascami penali e civili. Un mese fa Mps e la controparte Nomura avevano transato per estinguere in anticipo una serie di operazioni parallele su derivati, Btp e rifinanziamenti. Ma gli effetti di legge non sono estinti. Proprio dalle indagini milanesi Consob avrebbe appreso i «fatti nuovi» di cui ha parlato ieri il presidente Giuseppe Vegas in audizione parlamentare. Tali fatti sarebbero da ricollegare all’inesistenza fisica dei 3 miliardi di euro in Btp sottostanti all’intreccio di derivati che di Alexandria fu perno (prova ne è che nemmeno in sede di transazione quei Btp sono tornati a Siena). La disputa è contabile, ma anche di sostanza e con risvolti penali: perché la gestione dell’ad Fabrizio Viola ha sempre preferito contabilizzare le partite di Alexandria a saldi aperti, come fossero distinte, anche per evitare impatti peggiori sui bilanci Mps. Consob e Bankitalia, pur inviando nel marzo 2013 un’invito ai senesi a far prevalere la forma sulla sostanza, non hanno mai forzato la mano, limitandosi a chiedere, dal 2012, un allegato pro-forma ai bilanci in cui Alexandria erano valutata anche a saldi chiusi. «Sono venuti fuori fatti nuovi che erano stati tenuti nascosti. Stiamo valutando qualunque tipo di ipotesi», ha detto Vegas, sibillino.
Le conseguenze di questa mossa della vigilanza sono, oggi, imponderabili. Sul piano dei numeri in ripresa della banca, nessuno (l’operazione è chiusa). Quanto alle responsabilità degli amministratori, sia il vecchio cda che il nuovo rischiano accuse di falso in bilancio e false comunicazioni al mercato. Reati pesanti: ma da dimostrare, anche perché da anni Mps ha rapporti stretti e concordati con le vigilanze in ogni suo passo; e già in febbraio 2013 Viola riscrisse nei conti l’operazione incriminata.
Ieri Vegas ha anche criticato lo schema di decreto predisposto dal Tesoro per recepire la direttiva sul bail in che imputa ad azionisti, obbligazionisti e depositanti sopra i 100mila euro il costo dei salvataggi bancari. Poiché la bozza prevede che i futuri “salvataggi privati” bancari, stabiliti da Bankitalia, restino riservati fino alla loro pubblicazione in Gazzetta ufficiale, e inibisce alcuni poteri di Consob in materia di trasparenza, Vegas ne chiede la riscrittura per non «alimentare contenziosi legati a cause di risarcimento danni degli investitori che sono stati pregiudicati da un quadro informativo incompleto o fuorviante».
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