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Mps, Viola: «Nessun contatto con nuovi soci potenziali»

Capitalizzazione bassa, ma profilo di patrimonializzazione elevato. «E nessun contatto, che mi risulti, con potenziali nuovi soci privati», taglia corto Fabrizio Viola, amministratore delegato di Banca Mps, ieri a Padova per presentare il piano industriale del gruppo senese insieme a Giuseppe Menzi, direttore generale della controllata Antonveneta che ha chiuso i conti di metà anno con un risultato operativo netto di 81,5 milioni (+12,2%).
«Abbiamo una patrimonializzazione tra le più alte del sistema – ha sottolineato Viola –, il problema è che dentro ci sono 1,9 miliardi di Tremonti bond ai quali si aggiungeranno 1,5 miliardi in arrivo con il nuovo intervento pubblico: in tutto, 3,4 miliardi di Monti bond riconducibili al fatto che l’Eba ha deciso di dedurre le minusvalenze sui titoli di Stato, che noi abbiamo in portafoglio per circa 27 miliardi».
Si spiega così, secondo Viola, il livello di correlazione tra l’andamento borsistico del titolo Mps e il differenziale Btp-Bund, come dimostra il recupero messo a segno nell’ultimo mese dalle azioni Montepaschi. «Ma anche dalle comunicazioni Consob, non risulta che il grosso degli acquisti sia stato effettuato da investitori privati», ha ribadito l’amministratore delegato del gruppo presieduto da Alessandro Profumo.
Antonveneta, in base al piano industriale 2012-2015, è destinata a essere inglobata nella capogruppo. «Banca Mps punterà comunque a rafforzare la presenza nel Nord-Est – hanno detto Viola e Menzi -. Vogliamo aumentare la quota di mercato, con più servizi e migliorando la qualità: in Veneto, nel periodo giugno 2011-giugno 2012, gli impieghi di Antonveneta sono passati dall’8,17% all’8,36% del mercato; in tutto il Triveneto dal 6,61% al 6,78% (da 15,2 a 15,5 miliardi); e riteniamo che ci sia ancora spazio per crescere».
Nonostante la chiusura annunciata di 400 agenzie a livello nazionale, di cui 50 nel Nord-Est, nell’ambito della razionalizzazione e del taglio dei costi previsti dal piano industriale, Viola conferma che non ci saranno esuberi di personale. «Chi lavora nelle filiali da chiudere, sarà trasferito in altre agenzie – ha spiegato -. In tutto, la differenza nel numero dei dipendenti tra adesso e il 2015 sarà di 4.600 persone, ma nessuno perderà il posto di lavoro: quel numero è il risultato di esternalizzazioni, cessioni di asset, come quelli previsti di Consum.it, Leasing e Biverbanca, oltre al fisiologico flusso di uscite».
In merito alla trattativa con i sindacati sul tema dei tagli e della riduzione del personale, Viola ha detto che «le prossime settimane saranno decisive. Il confronto sta procedendo bene, ma siamo solo all’inizio e dare valutazioni sarebbe inopportuno. Posso solo sottolineare che si lavora con spirito costruttivo», ha concluso l’amministratore delegato di Rocca Salimbeni.

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