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Mps, Vigilanza Bankitalia contro Bce sugli Npl

Bankitalia prende le distanze dalla vigilanza Bce sulla valutazione dei crediti deteriorati Mps realizzata nell’ambito della recente ispezione congiunta delle due authority. Motivo del dissenso: i criteri utilizzati dagli ispettori di Francoforte nell’analisi dei non performing loan (Npl) di Siena. Gli italiani che hanno partecipato alle ispezioni della banca senese hanno manifestato il loro forte disaccordo, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, sul sistema di analisi considerato troppo penalizzante per gli Npl di Montepaschi.
Il dissenso è stato formalizzato in una mail inviata a Francoforte dagli uffici di Carmelo Barbagallo, capo del dipartimento di vigilanza bancaria e finanziaria di Bankitalia. Quindi, si presume, il documento sarà messo agli atti dei risultati definitivi dell’ispezione a Rocca Salimbeni.
Il dissenso
Il team congiunto della vigilanza Bce-Bankitalia ha passato al setaccio circa 1.400 crediti deteriorati di Mps. La squadra di ispettori è coordinata da un funzionario francese e da un vice della stessa nazionalità. Tre gli uomini di Bankitalia, a cui si aggiungono poi una decina di consulenti della società di revisione Deloitte: quest’ultimi hanno fatto tra l’altro da supporto per le analisi degli Npl e per la valutazione delle garanzie sottostanti. L’utilizzo di società del settore privato in attività di monitoraggio è previsto già da tempo nell’Unione europea e in particolare nel settore della supervisione bancaria.
È proprio in questa squadra di oltre 15 persone che sarebbero nati i dissensi sul metodo con cui sono stati analizzati i crediti deteriorati e le garanzie sottostanti. Una discussione dai toni tesi anche perché, a quanto si è riuscito a sapere, sarebbero state utilizzate basi statistiche non condivise da tutti i componenti del team di ispettori e di advisor esterni.
Da qui la decisione della vigilanza di Bankitalia di marcare il dissenso dalle valutazioni sugli Npl senesi mettendo per iscritto i motivi della divergenza.
Chiarimenti
E ora? Che implicazioni avranno i profondi dissensi fra le due authority su un tema così importante e decisivo? Da Bankitalia, interpellata sulla vicenda, nessun commento.
Già oggi, però, si potrebbero avere delle indicazioni: il capo della vigilanza di Via Nazionale, Barbagallo, sarà sentito da deputati e senatori delle commissioni Finanze di Camera e Senato alle 14 e 30. Un’audizione informale che sarà preceduta, sempre nella stessa sede, da quella dei rappresentanti dell’Abi, l’associazione delle banche italiane (dovrebbe esserci il direttore generale Abi, Giovanni Sabatini). Si parlerà di tutela del risparmio nel settore creditizio.
Girandola di incontri
Ma non finisce qui. Infatti il giorno dopo, le stesse commissioni parlamentari sentiranno in audizione, i rappresentanti della Bce ed è probabile che vi sia Ignazio Angeloni, membro del consiglio di sorveglianza di Francoforte a parlare di risparmiatori e credito. Dopo di lui toccherà a Marco Morelli, amministratore delegato di Mps. Una sfilza di interventi pesanti dunque. È stato ipotizzato che in queste audizioni parlamentari potrebbe essere resa nota anche la lista dei principali debitori di Rocca Salimbeni. La girandola di appuntamenti targati Siena si concluderà infine giovedì con il consiglio d’amministrazione dell’istituto di credito.
Il faccia a faccia finale tra il management di Mps e i funzionari Bce avverrà però la settimana prossima. Dal 23 al 27 gennaio sono infatti attesi a Siena gli uomini di Francoforte. Viste le divergenze di questi giorni, forse il confronto non sarà propriamente di routine.

Vitaliano D’Angerio

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