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Mps, via libera Ue. Padoan: svolta per il credito

Per il settore Concorrenza della Commissione europea, che ha potere decisionale sull’autorizzazione degli aiuti di Stato, il salvataggio del Monte dei Paschi può avvenire con l’applicazione della direttiva comunitaria Brrd sul risanamento e la risoluzione delle banche. Il primo vicepresidente della Commissione europea, l’olandese Frans Timmermans, al termine della riunione dei commissari Ue a Strasburgo, ha aggiunto che questa decisione, presa dalla sua collega danese della Concorrenza Margrethe Vestager, è stata «condivisa» dai membri del collegio.

Per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan «questo intervento permette di non scaricare sui contribuenti i costi dei salvataggi e ci saranno misure di ristoro dei risparmiatori». Ha aggiunto che il piano «si baserà su stime prudenziali dell’Economia» e che «se si proietta nel giro di qualche anno la situazione economica e la situazione specifica della banca, sono fiducioso che il denaro pubblico sarà non solo recuperato, ma darà anche un premio». Anche per la Commissione europea lo Stato dovrebbe alla fine ottenere «una remunerazione adeguata per il suo apporto di capitale».

Il mese scorso Vestager aveva già raggiunto una intesa di massima con Padoan sulla «ricapitalizzazione precauzionale» della banca senese con intervento finanziario temporaneo dello Stato, che ora viene completata con la decisione definitiva e formale. Il settore vigilanza della Banca centrale europea (Bce) ha reso possibile l’approvazione giudicando Montepaschi «solvibile» e quindi in condizione di poter chiedere alla Commissione europea l’applicazione della normativa Ue sulla «ricapitalizzazione precauzionale».

Vestager ha garantito che le regole Ue non sono state eluse e che è stata attuata l’attribuzione delle perdite per circa 4,3 miliardi di euro a carico degli azionisti e dei grandi investitori con obbligazioni subordinate. Questi hanno spesso acquistato i titoli a fini speculativi quando Montepaschi era sull’orlo del tracollo e produceva forti saliscendi delle quotazioni. Per risarcire i piccoli risparmiatori, che si videro rifilare obbligazioni subordinate senza essere informati sugli alti rischi (o senza poterli comprendere), è previsto un fondo di 1,5 miliardi. Lo Stato metterà a disposizione 5,4 miliardi nella ricapitalizzazione, diventando l’azionista di controllo al 70% della banca senese con la prospettiva di rivenderla dopo l’attuazione del piano di ristrutturazione (si prevede entro cinque anni). Montepaschi dovrà «riorientare il suo modello di business verso la clientela al dettaglio e le piccole e medie imprese». I dirigenti non potranno guadagnare più di 10 volte lo stipendio medio dei dipendenti. I crediti deteriorati per 26,1 miliardi saranno ceduti «a condizioni di mercato». Padoan ha definito il salvataggio di Mps «un ulteriore elemento di svolta dopo l’accordo di una settimana fa sulle banche venete» e ha sostenuto che le crisi di Montepaschi e di Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono state risolte «in piena aderenza alle regole europee» e che per le istituzioni comunitarie «sarà utile trarre da questa esperienza italiana delle lezioni per il funzionamento dell’Unione bancaria», ancora non completata con la garanzia europea dei depositi.

Ivo Caizzi

 

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