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Mps, via libera Ue ai Monti-bond per 3,9 miliardi

Il lungo e per certi versi tormentato cammino del nuovo intervento pubblico (dopo quello del 2009) a sostegno di Banca Mps sembra in dirittura d’arrivo. Venerdì scorso il Governo ha inserito l’emendamento relativo a Siena nel disegno di legge sulla Stabilità, ieri è stata la Commissione europea a dare il via libera alla sottoscrizione da parte dello Stato italiano di strumenti ibridi di capitale per 3,9 miliardi, i cosiddetti Monti bond che sostituiranno i vecchi Tremonti bond (per 1,9 miliardi d’importo) e potranno essere emessi dal gruppo di Rocca Salimbeni entro marzo prossimo.
Due le condizioni per avere il sostegno finanziario, il cui costo di remunerazione sarà vicino al 10%: l’ok di Bruxelles è «temporaneo e subordinato alla presentazione di un piano di ristrutturazione entro sei mesi»; il Governo italiano chiede invece che Banca Mps convochi un’assemblea straordinaria per deliberare preventivamente un teorico aumento di capitale, finalizzato alla conversione dei Monti bond e per l’emissione di nuove azioni legate al pagamento degli interessi sui bond. Eventualità, quest’ultima, che Siena potrà evitare remunerando lo Stato con nuovi Monti bond, escamotage però consentito solo per gli esercizi 2012 (170 milioni d’interessi sui vecchi Tremonti bond) e 2013 (quando il conto salirà quasi a quota 400 milioni). Lo Stato, intanto, ha voluto (dovuto) tutelarsi.
Con questa operazione, destinata a essere formalizzata nei primi mesi del 2013, Banca Mps raggiungerà quel 9% di Core Tier 1, cioè di coefficiente di patrimonializzazione, indicato come necessario dall’Autorità europea del settore (l’Eba). La criticità del terzo gruppo bancario italiano è legata essenzialmente alla quantità di Btp conservata in portafoglio (circa 24 miliardi) e alla relativa minusvalenza potenziale. La Commissione dell’Ue ha ritenuto che il rafforzamento patrimoniale di Banca Mps mediante strumenti ibridi di capitale «fosse necessaria per preservare la stabilità del sistema finanziario italiano», in linea con la posizione presa in materia di aiuti di Stato nel contesto della crisi finanziaria.
Il primo effetto di queste novità è costituito dalla sostanziale messa in sicurezza patrimoniale di Banca Mps, il cui titolo infatti ieri ha segnato la miglire performance in Piazza Affari (+6,1% a 0,21 euro). Il secondo riguarda la necessità di accelerare l’attuazione del piano industriale (se mai qualcuno avesse avuto dubbi), come chiede la Commissione europea e come impongono le regole dei Monti bond, i cui interessi potranno essere pagati con l’emissione di altri Monti bond (cioè aumentando il debito) solo fino alla competenze dell’esercizio 2013. Siena, insomma, giocherà le sue carte per l’indipendenza proprio cercando di centrare gli obiettivi del piano, che indicano una redditività del 7% nel 2015.
La trattativa sindacale ripartita ieri sul tema dell’esternalizzazione del back office va in questa direzione. L’azienda propone di cedere a una nuova società partecipata in minoranza le attività del comparto con 1.100 dipendenti, ai quali sarebbe garantito il contratto bancario. Il fronte sindacale è diviso, ma al tavolo ieri sedeva anche la Fisac-Cgil, contraria alla proposta aziendale ma decisa (almeno nella componente nazionale) a evitare un accordo separato.

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