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Mps, via libera di Bankitalia al patto tra Ente e nuovi soci

Cadono in un colpo solo tre ostacoli sul percorso che vedrà banca Monte dei Paschi di Siena lanciare l’aumento da cinque miliardi e quindi avviare il rimborso dei Monti bond. Nelle ultime ore sono arrivate le autorizzazioni della Banca d’Italia e del Mef che ancora mancavano all’appello: da un lato, la Vigilanza ha dato il via libera alla Fondazione Mps per la cessione di una quota del 6,5% del capitale della banca ai partner a Fintech Advisory e BTG Pactual, dunque potrà essere costituito il patto parasociale che prevede la permanenza nel capitale dell’ente guidato da Antonella Mansi con il 2,5%, Fintech con il 4,5% e Btg con un’altra fetta del 2%, per un totale del 9 per cento.
L’autorizzazione, arrivata martedì sera dopo un’istruttoria di alcuni giorni in cui la Vigilanza ha verificato profili ed eventuali incompatibilità di tutte le persone e i portatori d’interessi coinvolti nel patto – azionisti e consiglieri della banca, dell’ente e dei partner sudamericani – è stata confermata ieri da Palazzo Sansedoni, in una nota in cui si precisa che l’atto rientra «nel quadro degli accordi di vendita e parasociali contenuti nel contratto sottoscritto tra le parti in data 31 marzo e modificato il 30 aprile scorso», cioè dopo la decisione della banca di elevare da 3 a 5 miliardi l’ammontare dell’aumento. La Fondazione, si legge nel comunicato, «resta in attesa di ottenere ulteriore autorizzazione da parte del Ministero dell’Economia e delle finanze, ai fini della sottoscrizione del maggiore importo di cui al deliberando aumento di capitale di Mps da parte dell’assemblea» di mercoledì prossimo, ma l’attesa è durata poco: proprio nel pomeriggio di ieri, infatti, Via XX Settembre ha dato il suo parere positivo all’operazione, che all’ente costerà 125 milioni.
Ora, in sostanza, ci sono tutte le premesse per l’approvazione in assemblea dell’aumento di capitale, con i soci del patto che si preparano a dare prima l’avallo alla ricapitalizzazione e poi a sottoscriverla pro quota. L’aumento, come noto, dovrebbe partire nella metà di giugno e chiudersi nei primi giorni di luglio, in modo da consentire alla banca di rimborsare alla scadenza di metà anno buona parte dei 4 miliardi di Monti bond che attualmente ha in pancia. A questo proposito è giunta l’altra autorizzazione da parte della Banca d’Italia, che era chiamata a valutare la sostenibilità dell’operazione per i conti del Monte: una volta incassate le risorse fresche dell’aumento, ha scritto la Vigilanza, la banca avrà la capacità finanziaria di rimborsare 3 miliardi di Monti bond (cui si aggiungeranno 455,9 milioni tra interessi e altre somme dovute al Tesoro); in quest’ottica, ovviamente, l’autorizzazione è vincolata all’aumento, in ogni caso già garantito da un consorzio di banche che si accolleranno l’eventuale inoptato.

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