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Mps, verso «super-assemblea» ad aprile

Mentre il mercato si interroga sulle condizioni dell’aumento di capitale fino a 3 miliardi che si terrà tra fine maggio e giugno, Mps va verso la definizione di un’assemblea unica, ordinaria e straordinaria, che si terrà per metà aprile.
Maggiori dettagli si avranno oggi, al termine del Cda della banca che approverà il bilancio 2014, che ha fatto segnare una maxi-perdita da 5,3 miliardi di euro. Il board odierno servirà anche a integrare l’ordine del giorno dell’assemblea dei soci fissata per il 14 aprile, in prima convocazione, con la parte straordinaria, relativa all’approvazione dell’aumento di capitale per coprire lo shortfall di capitale da 2,1 miliardi. La seconda convocazione dovrebbe essere nei giorni immediatamente successivi, comunque non oltre sabato 18 aprile. Per il varo dell’aumento, invece, ci sarà da aspettare fine maggio. Del resto, a ribadirlo nei giorni scorsi è stato lo stesso amministratore delegato della banca senese, Fabrizio Viola, che nel corso di un’audizione al Senato ha sottolineato che «l’aumento si dovrebbe collocare tra fine maggio e giugno».
In questo scenario, ieri il titolo Mps ha vissuto una giornata difficile. Dopo diverse sospensioni al ribasso, le azioni hanno chiuso in calo del 9,91% a 0,55 euro. Forti gli scambi con 254,8 milioni di pezzi passati di mano, pari al 4,9% del capitale sociale. Un andamento in fin dei conti comprensibile, e riconducibile a normali prese di beneficio degli investitori dopo il forte apprezzamento (quasi 50%) registrato nel corso dell’ultimo mese. Alcuni osservatori hanno messo in relazione l’andamento alle indiscrezioni del Messaggero secondo cui lo sconto da applicare al Terp (il prezzo teorico delle azioni dopo lo stacco del diritto d’opzione) si dovrebbe aggirare attorno al 35 per cento e le banche del consorzio ipotizzano un raggruppamento di 50 azioni ogni una. Tutti i dettagli relativi all’aumento, tuttavia, verranno definiti più avanti, a ridosso dell’avvio dell’operazione vera e propria.
Sempre oggi il Cda senese dovrebbe procedere a nominare il nuovo componente del board che andrà a sostituire il numero uno di Fintech, il finanziere messicano David Manuel Martinez, che ha fatto un passo indietro nei giorni scorsi a causa dei troppi impegni. Secondo indiscrezioni, al suo posto dovrebbe essere nominato l’argentino Christian Whamond, responsabile degli investimenti azionari del fondo dal 2012.
La prossima assemblea sarà anche l’occasione per il rinnovo dei vertici. La volontà dei grandi soci sarebbe quella di una conferma dell’ad Viola e del presidente Alessandro Profumo. Tutto si chiarirà però nei prossimi giorni, quando i grandi azionisti si riuniranno per definire una strategia comune. «Non si cambia timoniere durante la tempesta», ha detto nei giorni scorsi il presidente della Fondazione Mps Marcello Clarich al Sole 24 Ore. Palazzo Sansedoni deve comunque decidere se partecipare all’aumento di capitale, ma avendo davanti la prospettiva di una probabile aggregazione della banca. In questo caso, l’Ente assisterebbe a una diluizione inevitabile della sua quota.

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