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Mps verso cessione lampo degli Npl

Mps prova a fare tutto e subito. Una «soluzione definitiva e strutturale», per usare le parole del ceo Fabrizio Viola, che consenta di cedere nell’arco di poche settimane tutte le sofferenze che la Bce chiede di vendere in tre anni, lanciando un segnale forte al mercato e al tempo stesso sfruttando la garanzia pubblica sull’inevitabile ricapitalizzazione che si renderà necessaria. Una garanzia che se lo Stato otterrà da Bruxelles non potrà comunque durare all’infinito.
Secondo quanto Il Sole è riuscito a ricostruire da fonti finanziarie è questo il piano che ieri ha discusso il cda della banca, messo nero su bianco sulla lettera inviata subito a Bce in risposta alla bozza in cui Francoforte chiedeva alla banca di alleggerirsi di 9,6 miliardi di sofferenze nette entro la fine del 2018. D’altronde ormai a Siena sono abituati alle terapie d’urto: l’ultima risale appena a un anno e mezzo fa, quando – pochi giorni dopo l’esito del comprehensive assessment – la banca decise di varare subito un maxi aumento per raccogliere il capitale mancante. Questa volta, si è detto ieri in cda, c’è da risolvere il problema alla radice: gli Npl, l’ombra lunga che da anni si stende sulla reputazione della banca, compromettendone il valore e le possibilità di aggregazione. Per la cronaca, ieri il titolo del Monte ha archiviato un’altra seduta nera, un -5,79% che ha riportato il titolo a 0,26 e la capitalizzazione sotto quota 800 milioni, ai minimi storici.
Di qui la necessità di un piano radicale e immediato. Molto più di quanto si aspetti il mercato. La novità è nei tempi, mentre le modalità, si apprende, sono quelle sul tavolo da tempo, cioè un mix di azioni che dovrebbe comprendere la vendita della piattaforma per la gestione dei crediti deteriorati (gara in corso con advisor Mediobanca, offerte attese a breve) con annesso portafoglio di Npl, altre cessioni e soprattutto cartolarizzazioni con l’intervento del fondo Atlante sulle tranche junior. Questo è il punto cardine del piano: con Atlante 1 o 2, su cui si stanno raccogliendo nuovi capitali, sembra possibile trovare un accordo nell’arco di qualche giorno che consenta di smobilizzare miliardi di Npl a prezzi non di libro ma neanche alla metà che oggi offre il mercato.
Non è escluso che il piano di cessioni possa essere già definito entro le prossime due settimane. Se così avverrà, sarà possibile anche conoscere il (probabile) fabbisogno di capitale aggiuntivo, che gli analisti stimano in 3-4 miliardi e che dovrebbe ottenere la garanzia pubblica nelle diverse modalità in cui potrà avvenire (la più verosimile è l’aumento, ma ci sono anche altre ipotesi). Qui la trattativa tra il Governo e la Commissione europea prosegue ed è aperta, Roma punta a ottenere un’ampia flessibilità nelle modalità in cui mettere in piedi la garanzia e l’esclusione di tutti gli obbligazionisti; un dato è certo: se, come sembra, Bruxelles accorderà la garanzia, quest’ultima sarà limitata nel tempo. Un motivo in più per fare in fretta, senza contare che – confidano a Siena e nei palazzi del Governo – una banca ripulita di 10 miliardi di Npl potrà risultare molto più appealing di oggi.
«Abbiamo condiviso ed approvato la nostra risposta alla bozza di lettera che la Bce ci ha anticipato nei giorni scorsi. Come da intese ora attendiamo di ricevere da Bce la lettera nella versione definitiva. Riteniamo quindi corretto e doveroso dare disclosure sia dei contenuti della lettera di Bce che di quelli della nostra posizione solo nel momento in cui questo scambio si sia concluso», ha spiegato l’amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, al termine del cda in un comunicato: «Stiamo lavorando intensamente con le Autorità per individuare in tempi brevi una soluzione strutturale e definitiva degli npl, tutto ciò in un contesto nel quale, anche nel secondo trimestre, l’andamento della gestione caratteristica e l’evoluzione patrimoniale/finanziaria della banca risultano positivi, confermando le tendenze registrate nel primo trimestre. Con la determinazione e le rafforzate capacità dimostrate in questi ultimi quattro anni, la nostra banca, le nostre persone stanno lavorando con ancora più intensità e vigore per superare anche questo momento e ancora una volta saper attestare la nostra credibilità e ricambiare la fiducia che oltre 5 milioni di clienti non hanno mai smesso di manifestarci» .

Marco Ferrando

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