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Mps vara l’aumento, Tesoro al 4%

Riunione spedita del consiglio Montepaschi, durato meno di due ore, per integrare la convocazione dell’assemblea del 14 aprile — in prima convocazione e il giorno seguente in seconda — che sarà chiamata a varare in sede straordinaria l’aumento fino a 3 miliardi previo raggruppamento delle azioni nel rapporto di un nuovo titolo ogni 20, oltre ad approvare il bilancio ed eleggere i nuovi amministratori. Il board presieduto da Alessandro Profumo ha anche fissato il numero di azioni da assegnare il primo luglio al Tesoro in pagamento della rata d’interessi 2014 sui Monti bond e pari al 4% circa del capitale post-aumento. Una quota su cui il ministero si è impegnato a un lock-up di 180 giorni, cioè a non vendere all’indomani dell’aumento che andrà sul mercato a cavallo tra maggio e giugno. 
La giornata a Siena è stata però densa perchè in mattinata si è riunita la deputazione della Fondazione Mps che, oltre ad affidare alla Quaestio sgr la gestione della liquidità, ha iniziato a vagliare la possibile lista di candidati da presentare per il consiglio della banca, un nodo che in serata è stato tema dell’incontro tra il presidente Marcello Clarich e gli altri pattisti Btg e Fintech, rappresentati da Roberto Isolani e da Christian Whamond, cooptato ieri nel board di Banca Mps al posto di David Martinez. «Quando comunicheremo la lista con i sei nomi per il cda arriverà una bella sorpresa», ha promesso Clarich, che così è sembrato smentire l’ipotesi circolata di un allargamento del board da 12 a 14 componenti per rispettare l’alternanza in lista dei generi senza penalizzazioni per altri nomi graditi. Il patto che raggruppa il 9% punta infatti a eleggere metà del cda.
Il presidente dell’Ente di Palazzo Sansedoni ha riconfermato la fiducia in Profumo e nell’ad Fabrizio Viola, anche se non sono stati formalizzati nomi né Profumo avrebbe ancora sciolto la riserva su un nuovo mandato. La composizione della lista, quella di maggioranza salvo clamorose sorprese che emergano dall’azionariato, potrebbe quindi avere un’accelerazione rispetto ai termini di fine mese. Il cda del Montepaschi si è infatti riconvocato per il 19 marzo per l’esame delle candidature e la deputazione della Fondazione dovrebbe tornare a riunirsi a breve, segno che entro due settimane i giochi dovrebbero essere fatti.
Riguardo all’adesione all’aumento da 3 miliardi, Clarich ha confermato che la decisione verrà presa a ridosso del lancio quando ci saranno tutti gli elementi, incluso lo sconto sul prezzo. «È evidente che più scendiamo e meno contiamo», ha commentato. L’Ente ha il 2,5% di Mps che pesa per un quarto sul patrimonio e per seguire l’aumento dovrebbe impegnare 75 milioni. Con la prospettiva di diluirsi ancora in una futura aggregazione. Una scelta delicata «tenendo presente che abbiamo l’obbligo statutario di mantenere, nel limite del possibile, il contatto con la banca». In Borsa il titolo Mps ha intanto rifiatato a 0,56 euro dopo il -10% dell’altro ieri.

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