Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mps va avanti con la cessione in blocco di Npl

Il Monte dei Paschi punta a confermare la «cessione in blocco» dei 27 miliardi di crediti deteriorati che è stata al centro dell’opzione di mercato. A indicare l’obiettivo, insieme a quello di «non penalizzare i dipendenti» è stato ieri l’ad, Marco Morelli, ascoltato insieme al presidente Alessandro Falciai nel corso delle audizioni sul decreto banche alle commissioni Finanze di Camera e Senato.
La scelta sugli Npl, che potrà impattare anche sul valore effettivo dell’aumento di capitale e quindi dell’impegno del Tesoro, conferma che la base di partenza continua a essere rappresentata dal piano industriale studiato a Siena quando si tentò l’operazione di mercato. Anche per questa ragione i tempi saranno brevi e, pur essendo la prima a dover affrontare l’esame di Bruxelles e Francoforte, la ricapitalizzazione precauzionale di Siena dovrebbe chiudersi «nel giro di poche settimane». L’avvio ufficiale del confronto con Banca centrale e commissione Ue è in programma per inizio febbraio, per cui il Tesoro diventerà proprietario del 70% circa delle azioni Montepaschi in primavera staccando un assegno intorno ai 6 miliardi: da recuperare quando l’ombrello pubblico «temporaneo» sarà richiuso e la banca tornerà interamente sul mercato.
La prima mossa del «piano B» potrebbe affacciarsi già oggi, con il via libera definitivo di Corte dei conti e Ragioneria generale al decreto che autorizza la garanzia pubblica sulle emissioni di liquidità, visto che il tema è in agenda anche al cda della banca. Da fronteggiare c’è il «deflusso molto importante» registrato dai depositi di Siena, che secondo Morelli si è però «completamente arrestato» tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, cioè dopo che il decreto di Natale ha cancellato le incognite sull’assetto futuro di Rocca Salimbeni. L’altro effetto collaterale dell’intervento dello Stato è la riduzione dei compensi, imposta anche dalla comunicazione Ue del 2013, ma i vertici di Mps hanno chiarito che questo aspetto non mette in discussione la loro permanenza alla guida di Rocca Salimbeni: «Preferisco che mi taglino lo stipendio – ha detto Morelli – e che vengano garantite figure manageriali importanti per la banca».
Nel frattempo nella commissione Finanze del Senato presieduta da Mauro Marino sta arrivando al traguardo il lavoro della commissione d’indagine sul sistema bancario, che rappresenta di fatto la premessa per la commissione d’inchiesta promossa pochi giorni fa da entrambi i rami del Parlamento (anche al disegno di legge che deve unificare le varie proposte lavorerà la commissione di Palazzo Madama).
Nella bozza di conclusioni distribuite ieri ai gruppi, in vista del documento condiviso su cui si voterà il 25 gennaio, si chiede a governo e Parlamento di lavorare su tre fronti. Il primo è il rafforzamento della trasparenza, con una modifica delle regole Mifid (per ampliare la tutela automatica con procedure stragiudiziali) e con l’introduzione di strumenti informativi sintetici sui rischi di investimento che riguardino anche depositi e conti correnti. Sul versante delle stabilità la richiesta è di attivare il sistema unico di assicurazione dei depositi e di ridurre lo stock di Npl, mentre nel dibattito con l’Europa si dovrà provare a recuperare margini di manovra su bail in e aiuti di Stato: margini oggi ristretti anche dal fatto che «la vigilanza europea si è concentrata molto sul rischio di credito e troppo poco su quello di mercato».

Gianni Trovati

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa