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Mps, un posto per Martinez Siena accende la banca web

Mps vara la banca online Widiba, approdo di un progetto nato un anno fa direttamente su Internet e punto decisivo del piano di ristrutturazione dell’istituto senese. Con appena 70 dipendenti — che arriveranno a 100, metà da Mps, altri dall’esterno — entro quattro anni a partire dall’esercizio 2015 Widiba (acronimo per Wise-Dialog-Banking, «fare banca attraverso un sapiente dialogo») vuole arrivare ad avere mille promotori finanziari, mezzo milione di clienti, 20 miliardi di masse intermediate e due anni di profitti alle spalle. 
«È un progetto per allargare la potenza del motore del gruppo», ha detto l’amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, «con una power unit che porterà clienti, masse e ricavi. Il mio obiettivo è far sì che alcuni clienti che ci hanno lasciato tornino indietro, perché ora trovano da noi quello che prima non trovavano». Widiba, che sarà aperta al grande pubblico dal 18 settembre, si propone come banca semplice, senza password ma con riconoscimento vocale del cliente e la possibilità di scegliersi il proprio numero di conto, ha spiegato l’amministratore delegato Andrea Cardamone.
Intanto sul fronte della governance di Mps resta aperta la partita degli ingressi nel consiglio presieduto da Alessandro Profumo dei rappresentanti dei fondi esteri secondo il patto di sindacato sottoscritto con la Fondazione Mps. Per la messicana Fintech Advisory potrebbe entrare direttamente David Martinez Guzman, numero uno del fondo che ha il 4,5% in Mps. Insieme con lui, al posto di Marco Turchi, vicepresidente, e Paola Demartini — nominati su indicazione della Fondazione e ora disponibili a dimettersi — entrerebbe anche Roberto Isolani, managing director di Btg Pactual, gruppo finanziario brasiliano al 2% di Mps.
L’identità dei due nuovi consiglieri di Mps è per ora solo un’ipotesi che circola in ambienti vicini ai fondi stessi. Isolani è il manager che ha seguito i dossier italiani di Btg come Mps e l’acquisizione di Bsi da Generali e dunque è considerato il candidato ideale. Circa Martinez — che il 2 luglio era volato a Siena per il Palio e per incontrare i vertici della banca — gli indizi su un suo possibile coinvolgimento stanno nel fatto invece che negli ultimi grandi investimenti il patron dell’hedge fund è entrato direttamente nelle stanze dei bottoni: da pochi mesi è nel board dello spagnolo Banco Sabadell, di cui Fintech ha rilevato il 5%. Martinez inoltre siede nel board delle messicane Alfa — conglomerato che spazia dal petrolio alla componentistica auto, alle tlc — e di Vitro. Considerati anche i corsi del titolo Mps, sceso a 1,07 euro (-2,99%) per i timori di una bocciatura agli stress test della Bce, è anche possibile che vogliano seguire da vicino la banca in cui hanno investito finora mezzo miliardo. Ieri il presidente della Fondazione, Marcello Clarich, a margine della presentazione del libro di Roberto Sommella «L’euro è di tutti», ha parlato della cooptazione dei nuovi amministratori al prossimo board come di «un passo fondamentale», e ha ribadito di voler estendere il patto: «Il 9% non dà stabilità di lungo periodo».

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