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Mps, trimestre in utile

Le rettifiche su crediti, attività finanziarie e altre operazioni per circa 4,9 miliardi di euro hanno pesato sui conti del Montepaschi, che ha archiviato il periodo gennaio-settembre con una perdita consolidata di 3 miliardi rispetto al rosso di 849 milioni dello stesso periodo del 2016.

Ma nel terzo trimestre la banca senese ha realizzato un utile di 242 milioni, pur influenzato da alcune componenti straordinarie come gli impatti legati al burden sharing (554 mln), costi di ristrutturazione per l’uscita di 1.200 dipendenti (-280 mln) e intervento pro-quota a sostegno delle tre casse (-46 mln).

Nei nove mesi i ricavi sono diminuiti del 5% a 3,223 miliardi, il margine d’interesse è calato del 9,5% a 1,374 mld e le commissioni nette sono scese del 13,5% a 1,213 miliardi. Per quanto riguarda la raccolta, quella diretta è scesa di 1,6 miliardi a 103 mld e quella indiretta è rimasta stabile a 98,2 miliardi. I crediti verso la clientela si sono ridotti di 15,7 mld a 91 miliardi di euro. L’esposizione netta in termini di crediti deteriorati si è attestata a circa 15,1 miliardi, con una flessione di circa 5,2 mld da inizio anno. La percentuale di copertura è stata del 66,4%, in aumento di circa 63 punti base rispetto a fine giugno. Sul fronte dei coefficienti patrimoniali, il Cet1 Ratio si è posizionato al 15,2% (8,2% a fine 2016) e il Total Capital Ratio al 15,4% (10,4%).

Per quanto riguarda la riorganizzazione operativa, da inizio anno sono state chiuse 287 filiali: un livello che rappresenta il 48% dell’obiettivo previsto nel piano di ristrutturazione al 2021. Entro il prossimo gennaio saranno chiuse 152 filiali.

Intanto l’assemblea dei soci si svolgerà a Siena il 18 dicembre, in unica convocazione. La decisione è stata presa dal cda, che ha dato via libera ai conti e ha poi rassegnato le dimissioni in blocco. Il passo indietro è legato al recente ingresso dello Stato come socio di controllo dell’istituto, e alla conseguente esigenza di esprimere un board di proprio gradimento. Per quanto riguarda la trattazione straordinaria, i soci dovranno esprimersi su alcune modifiche statutarie e sulla proposta di riduzione del capitale per perdite.

«I risultati che il gruppo ha raggiunto confermano che adesso saremo in grado di recuperare una posizione solida nel settore del sistema bancario italiano», ha sottolineato l’a.d. Marco Morelli, «con un approccio molto disciplinato e rigoroso alla gestione dei costi e, una volta che il processo sarà finalizzato, riusciremo a raggiungere una posizione di tutto rispetto». L’assemblea degli azionisti convocata per il 18 dicembre rappresenterà proprio «il passaggio finale di questo processo durato un anno». Morelli ha aggiunto che, «nonostante il processo per finalizzare il piano di ristrutturazione sia stato molto lungo e nonostante una serie di azioni che è stato necessario fare per ottemperare a tutte le richieste delle authority, abbiamo dimostrato che il gruppo è solido dal punto di vista commerciale e dispone di tutte armi e competenze per iniziare un processo di recupero normale e sano dall’inizio del prossimo anno». Sul fronte operativo l’a.d. ha detto che, sul versante della raccolta, «siamo sui livelli che ci eravamo prefissati per il 2019».

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