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Mps tra aumento e cavaliere bianco La speculazione aggiusta il tiro in Borsa

Nel giorno del raggruppamento azionario 20 a 1 il mercato ricomincia a fare i conti in tasca al Monte dei Paschi, che lunedì avvierà il nuovo aumento di capitale da 3 miliardi. Entro giovedì il Monte dovrebbe incassare il via libera della Consob alla pubblicazione del prospetto informativo: «Credo si faccia molto rapidamente », ha detto il presidente dell’authority Giuseppe Vegas, confermando che il nulla osta giungerà «proprio in settimana».

Giovedì è in agenda il cda della banca senese per determinare il prezzo, ma già oggi si vedranno per discuterne il management dell’istituto e le nove banche d’affari del consorzio guidate da Ubs e Citibank, garanti integrali dell’emissione. L’aumento 2014 fu a sconto del 35% sul prezzoteorico ex diritto, e sarà difficile far di meglio: queste indiscrezioni hanno indebolito Mps, congelata al ribasso in avvio e che ha chiuso in calo del 3,85% a 10,5 euro (prezzo raggruppato), con un 4,7% del capitale scambiato. La speculazione prepara le sue armi, e per un duplice ordine di fattori. La ricapitalizzazione sarà diluitiva, eccedendo il valore di mercato della banca che è di 2,69 miliardi; e gli arbitraggisti troveranno diritti da comprare, poiché nemmeno un 14% dei soci s’è impegnato a sottoscrivere: il 4,5% di Fintech, il 2% di Btg Pactual, il 3,7% di Axa, l’1,7% di Falciai, e metà circa del 2,5% di Fondazione Mps. Dall’altra ci sono le scommesse sul futuro cavaliere bianco, che magari è non proprio dietro la porta, ma la Bce vorrebbe si palesasse entro il 26 luglio, quando termina la procedura per rafforzare il patrimonio dopo i test 2014. A questa stregua sarà da leggere con attenzione il livello di dettaglio e trasparenza che Mps darà nel prospetto dell’aumento, sia sulla futura eventuale integrazione sia sulle trattative con Nomura per il rientro nei tetti di legge dell’esposizione con una singola controparte, violati per effetto dell’operazione Alexandria che l’ha portata sui 3 miliardi, e che potrebbe portare a sanzioni della vigilanza europea. Proprio il caso della contabilizzazione di quell’operazione come credito da parte senese (non come derivato) tiene Consob in apprensione e l’ha indotta a riaprire approfondimenti sui modi di contabilizzazione di Alexandria, dopo che un mese fa la procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per gli ex vertici Mps e Nomura, contestando i reati di manipolazione del mercato e falso in bilancio 2009. I termini per impugnare quel bilancio però sono scaduti. Anche Carige ieri ha raggruppato i titoli, in modo più ampio (100 a 1) in vista dell’aumento da 850 milioni guidato da Mediobanca e che partirà per giugno, per ripianare il deficit emerso dai test Bce. L’azione dopo un iniziale ribasso ha guadagnato l’1%. I sottoscrittori sicuri sono Malacalza (10,5%) Cnce (9%), Volpi (2%), Coop e altre Fondazioni (5%), mentre si diluirà sullo 0,5% l’ente Carige (2%).
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