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Mps, tensione sulle liste: il patto prende tempo

Non è bastata la riunione di ieri della Deputazione amministratrice della Fondazione Mps, e non è detto che basti quella riconvocata per oggi per definire la lista di maggioranza in vista del rinnovo del board nell’assemblea di aprile. «Se ci siamo aggiornati qualcosa da sistemare c’è», si è limitato a dire il presidente dell’ente, Marcello Clarich, e a quanto si apprende – in effetti – un paio di nodi da sciogliere rimarrebbero: la definizione delle quote rosa, cioè delle due-tre donne da inserire in lista, nonché l’eventualità di porre un nome forte – oltre a quelli di Fabrizio Viola e Alessandro Profumo – destinato a subentrare a quest’ultimo quando, in estate, potrebbe lasciare la banca così come anticipato domenica da Il Sole 24 Ore.
«Non mi ricandido io, sono gli azionisti che presentano le liste», ha dichiarato ieri mattina Profumo. Il suo nome, tuttavia, a meno di colpi di scena dovrebbe figurare tra i candidati, così come quello del ceo; certa pare poi la presenza dei rappresentanti di Fintech e Btg Pactual, soci della Fondazione per il 9%, Christian Whamond e Roberto Isolani; in discesa anche la strada per Fiorella Kostoris, docente a La Sapienza a Roma, mentre per il sesto e il settimo posto la partita sarebbe tra Fiorella Bianchi (attuale direttore generale di Conad Tirreno), Elisabetta Montanaro (docente all’Università di Siena), Donatella Colombini Cinelli, nota produttrice di Brunello, Lucia Calvosa, in passato presidente della Cassa di risparmio di San Miniato e ora nel cda di Telecom, e Alessandro Carretta, ex consigliere della Fondazione. Diversi pretendenti per due soli posti, cui potrebbe aggiungersi anche, come accennato, il nome forte destinato a ad avvincendarsi con Profumo alla presidenza: ieri da indiscrezioni di stampa è trapelato il nome di Lorenzo Bini Smaghi, dal 19 maggio presidente di Sociète Generale. L’ex consigliere della Bce, ieri sera a Siena per una manifestazione ha smentito di aver ricevuto telefonate per un’eventuale candidatura: «nessuna telefonata», lasciando anche intendere che abbandonare la presidenza di Sociéte Generale non è nei suoi programmi.
Per il tardo pomeriggio di oggi, come accennato, è convocata una nuova riunione della deputazione, si vedrà se decisiva. Anche la lista di Assogestioni, tuttavia, avrà bisogno di qualche altro giorno per vedere la luce (il termine per il deposito è venerdì): secondo quanto riportato da Radiocor, il quorum dell’1% per la presentazione non è stato ancora raggiunto, ache se si dovrebbe fare in tempo per venerdì. È poi sceso ufficialmente in campo per la formazione di una lista l’imprenditore Alessandro Falciai, accreditato di una quota di poco inferiore al 2% del capitale della banca; una quarta lista, sicura in questo caso, è quella di Axa, forte del suo 3,7% del capitale: ricandiderà la consigliera uscente Beatrice Bernard.

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