Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mps, soluzione in tre mosse verso l’intesa con Bruxelles Renzi: no a un decreto legge

Si avvicina una soluzione per il Monte dei Paschi di Siena. Secondo fonti negoziali di Bruxelles l’Italia avrebbe ottenuto il via libera alla deroga ai due provvedimenti che regolano la risoluzione delle crisi bancarie che vanno sotto il nome di bail in, cioè il divieto di mettere in campo un salvataggio pubblico. E soprattutto, spiegano fonti comunitarie, l’intesa verrà resa pubblica prima del 29 luglio, il giorno dei temuti stress test europei sugli istituti di credito del Vecchio Continente. A garanzia che dopo la pubblicazione delle pagelle sulle banche e la prevedibile bocciatura di Mps, i listini di Piazza Affari non debbano affrontare una nuova tempesta finanziaria senza scudi.
Mps potrà essere ricapitalizzata preventivamente con garanzia finale dello Stato, per via di circostanze eccezionali che vanno da Brexit agli stessi stress test. La deroga alle direttive sulle risoluzioni bancarie tuttavia non è così flessibile da consentire il salvataggio delle obbligazioni subordinate, che verrebbero azzerate. Così come è stato fatto per le quattro banche però, ci sarebbe però pronta una ciambella di salvataggio per i risparmiatori, che si vedrebbero ricomprare dallo stesso Mps oppure in ultima istanza dallo Stato i propri titoli ormai senza valore. Resta incerto se il riacquisto sarà destinato solo ai risparmiatori retail oppure salverà anche gli investitori istituzionali.
Nelle ultime ore il premier Matteo Renzi ha scartato l’idea di un decreto salva-Mps di tipo pesante che avrebbe compiuto una forzatura e consentito l’ingresso dello Stato o della Cassa depositi e prestiti nel capitale della banca senese. Il premier ragionando con i suoi collaboratori ha sottolineato che questo genere di soluzione sarebbe impopolare ed esporrebbe il governo alla critica di interventismo.
Si profila così un intervento in tre mosse che appunto dovrebbe prendere corpo prima della pubblicazione da parte dell’Eba degli stress test prevista per venerdì 29 luglio. La prima sarà quella, ormai scontata, della vendita da parte di Mps delle Npl, cioè delle sofferenze, per 10 miliardi al fondo Atlante ad un prezzo superiore a quello pagato per le quattro banche che hanno dovuto scaricare le perdite sui propri obbligazionisti nell’inverno del 2015 che fu circa di 17 per cento del valore nominale e aggirarsi intorno a 29-30. La soluzione sarebbe soddisfacente per il mercato e per Atlante che ha in cassa 1,7 miliardi.
La seconda mossa dovrebbe essere l’aumento di capitale di Mps che dovrebbe essere pari a 2-3 miliardi per compensare la ripulitura del bilancio dovuta alla cartolarizzazione e alla vendita delle sofferenze. La via di mercato lascia tutte le strade aperte: potrebbe esserci l’intervento di un investitore estero oppure di una cintura di sicurezza di banche italiane. Resta fermo il fatto che l’aumento di capitale avrebbe la garanzia dello Stato che potrebbe costituire un paracadute alla ricapitalizzazione. In questo senso c’è da verificare la possibilità dell’utilizzo dei 150 miliardi di garanzia già concessi da Bruxelles all’Italia che non possono essere utilizzati per mettere in sicurezza aumenti di capitale (cioè azioni), ma possono essere utilizzati per tutelare l’emissione di obbligazioni convertibili che sono considerati strumenti di capitale e possono rafforzare i ratios patrimoniali.
Il terzo step è solo eventuale: nel caso in cui il mercato non fosse in grado di rinforzare abbastanza il capitale di Mps e lo Stato fosse costretto a sborsare i soldi, a quel punto scatterebbe il burden sharing, ovvero i costi del salvataggio sarebbero scaricati anche sugli obbligazionisti subordinati. Tuttavia l’accordo con Bruxelles dovrebbe prevedere la possibilità per il Tesoro (o Mps stessa) di farsi carico delle perdite dei risparmiatori riacquistando le azioni di chi è stato penalizzato.

Alberto D’Argenio e Roberto Petrini

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le recessioni impattano sulle pensioni future. Ma un Pil allo zero virgola fa anche peggio. Un Paese...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’efficace contrasto al fenomeno mafioso sempre più pervasivo nel tessuto imprenditoriale ed econ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Parte la possibilità per le imprese di ottenere liquidità per un milione di euro a fronte di aumen...

Oggi sulla stampa