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«Mps, una soluzione di mercato»  

La Commissione Ue si dice pronta a sostenere il sistema bancario italiano in caso di necessità, anche con la flessibilità prevista nelle restrizioni Ue sugli aiuti di Stato. Ma il premier Matteo Renzi ha considerato già «in corso di risoluzione» il problema dei crediti deteriorati degli istituti nazionali. Ha definito «totalmente al sicuro» i correntisti e i risparmiatori preoccupati dal caso Mps, su cui ha auspicato «soluzioni di mercato» . E ha esortato le autorità bancarie europee a concentrare «l’attenzione» sulle mega esposizioni su derivati di banche di altri Paesi membri (a partire dalla Germania). «Siamo consapevoli delle difficoltà del settore bancario italiano, dovute alla bassa redditività e all’enorme quantità di crediti non esigibili, che si riflettono nell’andamento dei prezzi delle azioni – ha detto alla commissione economica dell’Europarlamento il vicepresidente lettone della Commissione europea Valdis Dombrovskis, capofila della componente filo-Germania da quando il suo presidente lussemburghese Jean-Claude Juncker è finito in disgrazia con Berlino -. Siamo in contatto con le autorità italiane, continuiamo a monitorare la situazione e siamo pronti a intervenire, se necessario». Dombrovskis ha richiamato la flessibilità prevista nelle regole sulla risoluzione delle banche al collasso (bail in). Non ha voluto parlare di Mps, ma ha definito possibili le ricapitalizzazioni preventive con fondi pubblici «se ci sono problemi nello scenario economico avverso». Possibilista è apparso perfino il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che ha citato i frequenti colloqui con Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per rimarcare che «l’Italia non vuole eccezioni rispetto alle regole in vigore, che includono una certa flessibilità». Da Bruxelles chiedono a Roma soprattutto di ridurre i crediti deteriorati (npl). «La vera questione sulla finanza europea non sono i npl italiani», ha commentato Renzi, criticando le speculazioni sui derivati in altri Stati Ue perché, se il problema italiano «vale uno, i derivati di altre banche valgono cento». Il premier ha attribuito al «modo particolare di considerare gli algoritmi, gli stress test, i parametri» le pressioni speculative su Mps. Proprio ieri, il titolo ha guadagnato il 6% dopo lo stop alle vendite allo scoperto imposto dalla Consob, e ora esteso per altri tre mesi.

Renzi considera «evidente che le difficoltà della Borsa sono viste e seguite con attenzione da parte di tutti i governi, ma riguardano gli azionisti». Questi vedrebbero diluite o azzerate le loro quote in caso di ricapitalizzazioni con fondi pubblici. La Commissione europea, nel negoziato in corso con l’Italia, vorrebbe coinvolgere anche i grandi investitori nelle perdite. Il M5S considera il caso Mps già «una bomba a orologeria» che potrebbe portare l’Italia a essere commissariata dalla “Troika” come la Grecia. I commissari Ue divisi – su come (e se) proporre sanzioni a Spagna e Portogallo per i deficit eccessivi – complicano la trattativa complessiva sulla flessibilità nelle regole Ue.

Ivo Caizzi

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