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Mps, soci al lavoro per decidere il dopo-Profumo

Mancano tre settimane all’assemblea di Mps e il mercato già guarda oltre. Come se la nomina del nuovo Cda e l’aumento di capitale da 3 miliardi fossero solo una formalità, l’attenzione ora si è spostata al dopo-Profumo. Il presidente dell’istituto ha confermato che lascerà una volta portata a termine la ricapitalizzazione della banca, come aveva anticipato Il Sole 24 Ore prima dell’ufficializzazione delle liste. La domanda del mercato è ora: chi prenderà il suo posto e in tandem con l’amministratore delegato Fabrizio Viola traghetterà Banca Mps nell’ambito del consolidamento del mercato previsto anche a seguito della riforma delle popolari?

Mancano tre settimane all’assemblea di Banca Mps e il mercato già guarda oltre. Come se la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e l’aumento di capitale da 3 miliardi fossero solo una formalità, l’attenzione ora si è spostata al dopo-Profumo. Il presidente dell’istituto ha confermato che lascerà una volta portata a termine la ricapitalizzazione della banca, come aveva anticipato Il Sole 24 Ore prima dell’ufficializzazione delle liste. La domanda del mercato è ora: chi prenderà il suo posto e in tandem con l’amministratore delegato Fabrizio Viola traghetterà Banca Mps nell’ambito del consolidamento del mercato previsto anche a seguito della riforma delle popolari?
È già stato fatto il nome di Fiorella Kostoris, candidata d’eccellenza al board nella lista della Fondazione Mps. L’economista avrebbe i requisiti per ricoprire la carica secondo quanto previsto dall’art 26 del Tub e quindi dal decreto 161 del 1998, che recita: «Il presidente del consiglio di amministrazione deve essere scelto secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato un’esperienza complessiva di almeno un quinquennio attraverso l’esercizio dell’attività o delle funzioni indicate nel comma 1». Nel caso di Kostoris l’attività d’insegnamento universitario in materie economiche la qualifica per la carica.
Eppure, nonostante la disponibilità in seno al futuro board di un candidato qualificato, fonti senesi pensano che nel momento in cui Profumo deciderà di lasciare sarà cooptato dall’esterno un nuovo membro del cda che possa assumere il ruolo di presidente. D’altra parte lo stesso Profumo si è reso disponibile, se gli sarà richiesto, ad aiutare i soci nella scelta del nuovo presidente. Come quasi a dare a intendere che non esiste ancora un successore designato.
Il nome per la presidenza spetta, comunque, alla Fondazione, secondo quanto previsto dal patto di sindacato con i fondi Fintech e Btg Pactual. Sembra, quindi, difficile che la scelta possa ricadere su Antonella Mansi, già presidente della Fondazione nei mesi di assestamento per l’azionariato della banca. Sotto la successiva presidenza di Marcello Clarich, infatti, il team che aveva lavorato accanto a Mansi è stato via via sostituito, dando un segnale di discontinuità. D’altra parte la stessa Mansi ha escluso l’ipotesi nei giorni scorsi.
Non è detto, peraltro, che nel caso l’istituto sia protagonista di aggregazioni future, come ha ventilato lo stesso Clarich, la poltrona della presidenza non possa essere solo temporanea in vista di assetti di governance totalmente nuovi da stabilire con la nuova compagine azionaria.
Intanto ieri il titolo in Borsa ha ceduto lo 0,25% terminando la seduta a 0,588 euro per azione, portando il saldo degli ultimi sei mesi in negativo del 42,5%.

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