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Mps si mette in vendita. Due advisor per trovare il futuro compratore

MILANO — Passaggio intermedio sul capital plan e annuncio dell’apertura di una data room per Mps. Ieri in cda c’è stato un esame ancora preliminare del rafforzamento di capitale – fino a un massimo di 2,5 miliardi – che dovrà poi essere sottoposto alla Banca centrale europea entro la fine del mese. Il consiglio starebbe studiando un’operazione che accanto all’aumento di capitale preveda anche l’emissione di bond At1 (opzione indicata anche dalla Bce) ma quest’ultima strada viene considerata dagli analisti quasi un’ipotesi di scuola, difficilmente percorribile alla luce della previsione di chiudere in perdita il 2021 e di ritorno all’utile solo nel 2023.
Ieri comunque il consiglio ha deciso di spostare più in là il consiglio che approverà queste misure rispetto al 19 gennaio comunicato in precedenza, portandolo al 28 gennaio. Una scelta ufficialmente dettata dalla necessità di avvicinare il momento dell’approvazione del documento a quello in cui verrà consegnato in Bce.
Nel frattempo il Montepaschi ha dato mandato – formale – al Credit Suisse di fungere da advisor, a fianco di Mediobanca, nella ricerca di un partner. Alla banca d’affari guidata in Italia da Federico Imbert è stato dato l’incarico di accompagnare Mps «nella valutazione delle alternative strategiche a disposizione» e nella «verifica degli interessi di mercato da parte di operatori di primario standing». Un processo finalizzato «alla successiva apertura di una data room».
Le ipotesi sulla carta sono varie, dal Banco Bpm a Bper, ma in realtà al momento l’attenzione resta focalizzata su un unico candidato, Unicredit. Secondo una lettura un po’ maligna, alternative per il momento non ce ne sono e la scelta della data room servirebbe a non lasciare nulla di intentato e soprattutto a dimostrare (anche a Unicredit) che alla fine non è scontato che il Montepaschi – dote compresa – vada proprio alla banca di Piazza Gae Aulenti.
Sta di fatto che, formalmente, si è messo in moto un processo di selezione dei potenziali pretendenti. Nel frattempo, un altro processo di selezione si è avviato, quello della ricerca di un candidato alla successione di Jean Pierre Mustier alla guida della banca. Secondo quanto riporta il sito del Sole 24 ore già nel cda di domani Unicredit analizzerà una lista ristretta a cinque candidati, selezionata da Spencer Stuart. Tuttavia molti osservatori ritengono che non sia ancora arrivato il momento di restringere la cerchia anche se nel consiglio di domani sicuramente ci sarà un’informativa sul metodo con cui si sta procedendo alla selezione e un aggiornamento sullo stato dell’arte. Nel toto-scommesse dei giorni scorsi uno dei candidati più gettonati era Andrea Orcel (ex Ubs) insieme a Fabio Gallia, Alberto Nagel, Alessandro Decio e i due interni Carlo Vivaldi e Francesco Giordano. Più di recente è girato il nome di Vittorio Colao mentre a più riprese si è detto di Marina Natale (ma anche di Victor Massiah e molti altri): il partito di chi ritiene che la scelta possa entrare nel vivo a inizio febbraio, per essere poi vagliata dal cda del 10 resta quella prevalente, anche se non si può escludere un’accelerazione.

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