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Mps, scommesse sul verdetto Bce dopo le nuove richieste sui crediti

A 20 giorni dalla fine dell’anno, i bilanci 2014 delle banche italiane (e non solo) restano appesi alla Bce. Che, come anticipato ieri da Il Sole 24 Ore e da Il Messaggero, ha inviato nei giorni scorsi ai vertici degli istituti vigilati una lettera con cui, nei fatti, chiede di contabilizzare nei bilanci un ammontare complessivo di accantonamenti sui crediti pari al fabbisogno emerso dall’asset quality review.
Secondo le stime elaborate ieri dagli analisti di Equita Sim, per le banche italiane resterebbero da inserire nei conti del quarto trimestre 6,5 miliardi di rettifiche, di cui un miliardo per Mps e 650 milioni per il Banco Popolare. In pratica, quasi la metà dei 12 miliardi di accantonamenti che in totale erano emersi dall’esame condotto dalla Bce. «La Banca centrale europea chiede conto degli accantonamenti che devono essere fatti durante l’anno», ha detto al riguardo il ceo di UniCredit, Federico Ghizzoni, specificando poi però che «già con il terzo trimestre noi pensavamo di aver fatto gran parte degli accantonamenti, ora stiamo verificando i contenuti delle lettere, pensiamo di fare tutto e di non avere nessun problema».
L’attesa è duplice per il Monte dei Paschi di Siena, che oltre al dettaglio sugli accantonamenti aspetta anche il verdetto sul capital plan messo a punto per colmare il gap da oltre 2 miliardi emerso dal comprehensive assessment. La Vigilanza unica è ancora in fase di rodaggio, e per di più trattandosi di una “prima volta” non ci sono certezze né sui tempi né sui modi che utilizzerà il supervisory board di Francoforte per comunicare i verdetti sulle banche bocciate, tuttavia sembra ormai scontato che la pratica verrà affrontata nella riunione dell’organo di vigilanza che si apre oggi e potrebbe durare fino a venerdì. Di qui, poi, dovrebbe partire una comunicazione diretta a Siena, che dovrebbe convocare un consiglio di amministrazione tra martedì e mercoledì della settimana prossima.
Il via libera della Bce è necessario per procedere nel piano di rilancio, compreso l’aumento fino a 2,5 miliardi messo in agenda per il secondo trimestre 2015, dopo l’approvazione del bilancio 2014. E così si spiega il nervosismo crescente sul mercato: ieri, prima che la giornata delle principali borse europee si dipingesse di nero a causa dei timori legati alla Grecia e alla Cina, il titolo è stato sospeso al rialzo e successivamente è arrivato a guadagnare oltre 4 punti.
Dietro al balzo, le speculazioni sulle mosse della Bce, compresa la richiesta di accantonamenti extra, che «potrebbe risultare un catalyst positivo per le banche, chepotrebbero sfruttare il beneficio fiscale derivante dai modelli interni, aumentare il coverage e la pulizia di bilancio contribuendo così a un rerating dei multipli», come si legge nel report di ieri di Equita. Sempre ieri, a spingere le quotazioni della banca senese anche un report di Hsbc, nel quale gli analisti sostengono che «nel breve periodo le azioni Mps rimbalzeranno».

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