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Mps, rush finale per il salvataggio anche Passera in campo con Ubs

È corsa contro il tempo a Siena e dintorni. Oggi in tarda serata infatti arriveranno i risultati degli stress test (per il Montepaschi e per altre 50 banche in Europa) e per Mps dovrebbero essere negativi. Per questo la banca senese punta a presentarsi entro lunedì mattina – alla riapertura dei mercati – con un piano di risanamento che le eviti di essere penalizzata. Ma se fino a ieri sembrava che il cda si avviasse ad approvare il piano inviato alla Bce (cessione di 10 miliardi di sofferenze nette e aumento di capitale, atteso per 5 miliardi) nelle ultime ore c’è stato un colpo di scena: ai vertici della banca infatti sono arrivate due lettere, una firmata dall’ex amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera e una da Ubs, contenenti «proposte inerenti la banca» e alternative al piano di cui si era parlato finora. La notizia confermata da Siena, vede un ruolo significativo dei grandi fondi di private equity americani. La presenza di una banca europea nel progetto pare sia stata chiesta dalla Bce, a garanzia della proposta. Ubs è sempre stata adivisor di Montepaschi, mentre stavolta il ruolo è stato svolto da Jp Morgan e Mediobanca. Anche per questo avrebbe accettato di offrire il supporto finanziario alla cordata guidata da Passera.
Mps ha diramato una nota in cui informa di aver «prontamente avviato una serie di approfondimenti propedeutici ad analizzare in dettaglio il contenuto delle lettere, richiedendo una serie di chiarimenti» per valutare le proposte. Ad esito di tale attività – conclude Mps – «la banca informerà in mercato».
Resta da capire a questo punto se la valutazione della proposta alternativa a quella mandata in Bce possa essere compiutamente analizzata già oggi; se dunque si arriverà in tarda serata, dopo gli stress test, all’annuncio di un piano per mettere in sicurezza la banca oppure se la partita Mps va ai tempi supplementari.
Da capire anche come si muoverà la Bce: fino alla tarda serata di ieri non sembrava essere ancora arrivato l’assenso al piano A, quello cui stanno lavorando Jp Morgan e Mediobanca, e che vede la partecipazione del fondo Atlante 2 (per acquisire una parte delle sofferenze, trasformate in cartolarizzazioni). A quanto risulta il consorzio di pre-garanzia all’aumento ha già visto l’adesione di 6-7 banche, mentre non hanno risposto all’appello Morgan Stanley, Intesa e Unicredit (queste ultime due già molto esposte direttamente con Atlante). Molti comunque sarebbero ancora gli aspetti ancora da definire, compreso il prestito-ponte al veicolo che emetterà i titoli cartolarizzati (la parte cosiddetta junior, quella più rischiosa, dovrebbe essere distribuita agli attuali azionisti Mps). Intanto il presidente della Fondazione Montepaschi, Marcello Clarich, ha detto che «non è stata presa ancora nessuna decisione» sull’aumento.

Vittoria Puledda

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