Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mps rivede il piano per l’ok Ue sui Monti bond

MILANO — Monte dei Paschi riscrive il piano sugli aiuti di Stato, che era severo e lo sarà più ancora, per ottenere il nulla osta della Commissione europea. Anche se lunedì fonti di Palazzo Chigi hanno fatto filtrare una dichiarazione tra impettita e patriottica («Le tesi di Bruxelles su Mps sono sbagliate»), per arginare le critiche comunitarie al piano di ristrutturazione Mps, a Siena le prime linee della banca si avviano a brevi vacanze con i compiti già assegnati. Fosse un tema, il titolo sarebbe “Revisione del piano sottostante gli aiuti di Stato”, i 4,07 miliardi di prestito erogati dal Tesoro per garantire continuità alla banca dopo la passata stagione di scandali e perdite. L’eredità sui conti dura ancora, come dimostra il consensus sul secondo trimestre Mps, che sarà diffuso oggi ed è atteso in perdita per 149 milioni, dopo i 100 persi tra gennaio e marzo.
La review è in corso in tutte le divisioni di Rocca Salimbeni. Sul lato costi, è probabile che sarà decisa la chiusura di altri sportelli. Il gruppo ha ancora sovraccapacità produttiva, dopo aver realizzato in anticipo il fermo di 400 agenzie previsto dal piano triennale 2015. Senza mutare il modello di banca, potrebbero essere chiusi fino a 100 altri sportelli, dove lavorano 500 persone. Su questo però va cercato un nuovo accordo sindacale, del tipo di quello che ha permesso la recente uscita di 1.660 persone, per un migliaio finanziata con il Fondo di solidarietà dipendenti.
Altro versante “caldo” riguarda la tesoreria Mps, il fulcro della malagestione passata. Tra le richieste formulate dal commissario Ue Joaquin Almunia, nella secca lettera indirizzata al ministro Saccomanni il 16 luglio, c’erano anche «la riduzione del trading e dell’esposizione al rischio sovrano». Più facile a dirsi, in una banca che a marzo era esposta in Btp per 25,8 miliardi e con riserva negativa Afs di 2,6 miliardi su quei titoli. La minusvalenza, in caso di vendita, costringerebbe a una ricapitalizzazione ben superiore al miliardo cantierato; anche se frattanto il calo dello spread avrà ridotto quella riserva negativa attorno a 2 miliardi. Di certo, nel nuovo piano la banca si impegnerà a ridurre la quota in Btp e tutti i rischi operativi non strettamente correlati al business tradizionale di banca commerciale.
Tuttavia il management guidato da Fabrizio Viola chiede gradualità, e starebbe cercando di difendere il punto sull’investimento di liquidità in titoli di Stato. Con la tesi che, se è vero che gli anni scorsi Mps ha ecceduto sui Btp, attualmente il carry trade sui titoli di Stato tiene a galla ricavi e profitti di un po’ tutte le banche dell’Europa periferica. Anche sulla riduzione di debiti subordinati e ibridi Mps si può lavorare, ma non senza gradualità, sia perché serve l’autorizzazione di Bankitalia, sia perché sul mercato ancora si ricorda la fatica della tesoreria Mps per richiamare titoli per un miliardo, un anno fa. L’Ue contesta anche i compensi del management Mps, che eccedono il massimo di 15 volte il salario medio per tutta la durata degli aiuti. Ma questo, per i chiari conflitti di ruolo, sarà un tema tra il Tesoro e l’Ue, non della banca. A fine agosto i dettagli della review torneranno al dicastero, che riprenderà la discussione con Bruxelles per ottenere il necessario gradimento formale, si spera verso metà settembre. «Non esistono formule magiche, l’ok comunitario è un vincolo assoluto», spiega chi lavora al dossier. E il “negoziato” in corso non è simmetrico. Oltretutto per la debolezza politica del governo, e perché nel 2014 sono in agenda la vigilanza bancaria unica (con a capo l’italiano Mario Draghi) e la presidenza italiana dell’Ue. Coincidenze poco propizie a una procedura di infrazione per aiuti di Stato in violazione della concorrenza su Mps.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Banche alla verifica degli stress test dopo il Covid. Quante sono le aziende affidate che hanno pos...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo 10 anni passati a riaversi dai traumi della crisi finanziaria 2008 e cinque a tagliare i risch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«È una riforma importante quella di cui stiamo discutendo in questi giorni — dice il neo presid...

Oggi sulla stampa