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Mps riparte dal Chianti Mediobanca fa i conti al super

Mps entra nell’agroalimentare. La settimana scorsa Guido Bastianini, amministratore delegato della banca senese, ha aperto i centri di consulenza specialistica di Grosseto e Firenze. «Con Mps Agroalimentare diventiamo — ha detto Bastianini — un punto di riferimento del comparto, creando un articolato network di relazioni con i partner per aiutare e stimolare le aziende in un percorso di sviluppo rivolto all’innovazione e alla sostenibilità produttiva ed economico-finanziaria». Oltre alle specialità della Maremma, Mps punta sul Chianti Fiorentino, che rappresenta un luogo simbolo dell’agroalimentare regionale ed include un paniere di 23 filiere di eccellenza Dop Igp che nel complesso generano un valore di oltre 220 milioni di euro nel territorio. Il centro Mps Agroalimentare del Chianti Fiorentino è aperto presso l’Agenzia 65 di Firenze, in via Benedetto Fortini 124. Partito dalla Toscana, il network agroalimentare di Mps si articola in 12 centri specialistici in varie regioni italiane, dal Piemonte al Veneto, alla Sicilia, sono infatti strategicamente posizionati in alcuni dei centri italiani d’eccellenza del settore: Valdobbiadene, Asti, Suzzara, Modena, Firenze, Grosseto, Chieti, Sabaudia, Caserta, Battipaglia, Cerignola e Pachino.

Piazzetta Cuccia alla cassa

Dopo un 2020 con vendite in aumento del 7%, la Gdo (Grande distribuzione organizzata) alimentare si prepara ad affrontare il new normal tra margini calanti e l’aumento della competizione. L’Area Studi di Mediobanca presenterà domani, martedì 9 marzo, la nuova edizione dell’Osservatorio sulla Gdo a prevalenza alimentare. L’Osservatorio esamina le perfomance dei maggiori gruppi italiani e quelle dei 27 principali peers internazionali nel periodo 2015-2020. Dallo studio emerge il vantaggio competitivo detenuto dai primi 5 operatori italiani con una market shares di oltre il 57% del mercato, l’ascesa dei Discount, l’espansione dei Drugstore, la sfida dell’online e le nuove abitudini di consumo e spesa. Ulteriore approfondimento è rivolto alla sostenibilità dove i gruppi italiani registrano emissioni di Co2 inferiori del 30 per cento a quelle dei competitor internazionali.

Annunziata&Conso

Non è un progetto e tantomeno un programma. Refink, la nuova iniziativa focalizzata su fintech e regtech promossa da Annunziata&Conso, è una società autonoma, una costola del network di professionisti leader nella consulenza legale di diritto dei mercati finanziari. L’idea è di creare una struttura indipendente che possa fornire non solo assistenza e sostegno legale per tutti i temi di compliance, ma anche un’analisi della realizzabilità del progetto alle startup o società innovative che vorranno affidarsi ai consigli di Andrea Conso, Filippo Annunziata, al team di Donato Varani e a Mariano Carozzi, fondatore di Prestiamoci ed ex amministratore delegato di Tinaba. L’obiettivo è fornire assistenza ed advisory accompagnando le startup nel difficile processo di messa a punto del business model per prepararle al confronto con gli investitori e, per essere ancora più vicina alle realtà che chiederanno consiglio e supporto, funzionerà anche come una sorta di incubatore, scommettendo sulle diverse attività imprenditoriali, puntando e sostenendo sulla loro crescita avvicinando la propria attività alle necessità ed ai ritmi delle startup più innovatrici dello scenario italiano.

Kearney, Marinoni guida

Cresce la squadra di Kearney nell’area Italia con la nomina di Andrea Marinoni che assume la guida del settore automotive, trasporti e industria per la società di consulenza strategica fondata a Chicago circa un secolo fa. Marinoni con oltre 20 anni di esperienza nella consulenza di direzione, continuerà anche a coprire il private equity e le operazioni di ristrutturazione aziendale nel mercato italiano. Negli ultimi anni ha seguito programmi di trasformazione strategica, operativa e organizzativa per aziende di grandi dimensioni e per il mid-market nei settori, tra gli altri, automotive, meccanica/automazione e costruzioni.

Develhope, a scuola di coding

Prende avvio Develhope, un progetto di formazione che nasce nel Sud Italia e si pone come obiettivo quello di combattere la disoccupazione giovanile. Develhope è una software house e scuola di coding, fondata da Massimiliano Costa (ceo), Alessandro Balsamo (Head of school) e Sasa Sekulic (cto). Si tratta prima di tutto di un investimento sui giovani, Develhope è infatti la prima coding school in Italia che segue il metodo anglosassone: lo studente non paga il corso, che ha un valore di quasi 4 mila euro, finché non inizia a lavorare. Il percorso formativo inizierà in aprile e ha una durata di sei mesi. Richiede un impegno a tempo pieno, ma flessibile, grazie al quale gli studenti potranno acquisire tutte le competenze necessarie per lo sviluppo di un’ applicazione web. Al termine degli studi, un team specializzato supporterà i migliori talenti in percorsi di inserimento lavorativo all’interno di Develhope o nelle aziende partner del progetto.

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