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Mps punta sui piccoli risparmiatori per limitare l’aumento di capitale

Consiglio fiume per il Montepaschi. Dopo sette ore di riunione, il cda ha varato la conversione – volontaria – dei bond subordinati in future azioni Mps, per un valore complessivo massimo di 4,4 miliardi. Ancora in corso di valutazione invece il trattamento da riservare al Fresh, il bond rivolto solo agli istituzionali: sarebbero da superare, sembra, problemi fiscali e legali. Ancora in pieno svolgimento anche l’opera di ricerca degli
anchor investor:
procedono i contatti, mentre una decina di grandi investitori sta guardando le cifre, in data room.
La decisione di ieri riguarda invece i bond venduti sia al retail, sia agli istituzionali: l’offerta della banca prevede che ai titoli Tier 2 venga dato un rimborso “alla pari” cioè a quota 100, mentre quelli Tier 1 verranno pagati 85. Dettaglio importante: è un bond Tier 2 quello da 2,16 miliardi emesso in occasione dell’acquisizione Antonveneta e collocato, in tagli da mille euro ciascuno, tutto sul retail, nonostante il grado altissimo di rischio dello strumento. Attualmente viene scambiato a 65, quindi c’è un premio sensibile (ma non rispetto al prezzo di collocamento) anche se la cifra deve essere obbligatoriamente convertita in azioni Mps, con l’aumento di capitale. Proprio per questo è stata varata la conversione, per ridurre l’importo finale dell’aumento (sarà più basso se la conversione verrà scelta da molti).
Più semplice è stata la cessione di Juliet, la piattaforma specializzata nella gestione di crediti problematici del Montepaschi, andata al Cerved, che si è aggiudicato la gestione di un terzo degli Npl cartolarizzati da Atlante, più una percentuale rilevante delle sofferenze che si genereranno nei prossimi dieci anni. Prezzo della transazione, 105 milioni più un possibile earn out (per un massimo di altri 66 milioni).
Oggi per la banca è anche il record date, cioè il giorno in cui chi vuole andare in assemblea deve avere la proprietà delle azioni. Non è un momento banale, per Mps, che si gioca un pezzo della partita proprio sul raggiungimento del quorum assembleare (il 20%). La società specializzata Sodali ha fatto attività di sollecitazione e raccolta deleghe, ma il grosso dell’attività sarà concentrato nei prossimi giorni: il traguardo del 20% non è scontato anche per la presenza di molti day trader attivi sul titolo (ieri +11,4% in Borsa, tra scambi per l’8,8% del capitale).
In compenso viene considerata molto più tranquilla l’approvazione dei punti proposti in assemblea (anche per mancanza di alternative all’aumento). Sotto questo aspetto gioca a favore il parere positivo dato dai proxy advisor Glass Lewis e Iss (ad esclusione del passaggio sul nuovo consigliere da eleggere, ma solo perché non è stato fornito in tempo un nome su cui potersi esprimere).

Vittoria Puledda

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