Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mps pulisce il bilancio, rosso di 1,4 miliardi

Pur se dimezzato dal 2012, è un rosso da 1,44 miliardi di euro quello dell’ultima riga del bilancio Monte dei Paschi. E supera i 900 milioni di perdite attese dagli operatori. Eppure la banca in Borsa è stata premiata con un rialzo fino al 4%, poi scemato fino a 0,223 euro (+1,36%). Il mercato, nel sottostimare il peso dei crediti senesi che hanno portato ad accantonare 2,75 miliardi, ha apprezzato i progressi del piano di ristrutturazione presentato a Bruxelles a fronte degli aiuti da4,07 miliardi. Patrimonio, liquidità e rischiosità di Mps, i tre ambiti critici che dal 2008 hanno quasi distrutto la banca più antica del mondo, rispondono alla cura pesante operata dai manager e imposta dai regolatori. La migliore notizia pare il patrimonio: il Cet1 che anticipa Basilea 3 sale al 9% nel 2013, di circa un punto, e si proietta al 12% nel 2017. C’entra l’apprezzamento dei Btp (Mps è la banca più esposta al debito sovrano), che ha ridotto la riserva Afs a 900 milioni adicembre e a 700 milioni il 7 marzo, contro i 3,4 miliardi di settembre 2011. C’entrano di più i Monti bond, forieri di patrimonio aggiuntivo per 2,17 miliardi.
«La banca si muove in linea con gli obiettivi del piano per ricavi, costi operativi e patrimonio – ha detto l’ad Fabrizio Viola -. Siamo in ambito negativo per il costo del credito, ma ci sono molte azioni in rampa di lancio per migliorarlo ». Il capo della gestione ha aggiunto: «Il 2013 è il primo anno intero in cui sono state portateavanti tutte le azioni per migliorare lo stato patrimoniale. Si stanno creando le condizioni per una ripresa della redditività in banca, che potrà accelerare se migliorerà la situazione economica». Il cfo Bernardo Mingrone s’è spinto a prevedere il ritorno al dividendo Mps «a partire dal 2016 con un payout sotto il 30% dell’utile».
Quel che ancora non va è la qualità dei crediti, che costano 2,1 euro ogni 100. I “deteriorati” salgono di 3,6 miliardi; le sofferenze aumentano del 21,7%, gliincagli del 26%, i crediti ristrutturati del 20,4%. E a fronte di accantonamenti per 2,75 miliardi la copertura dei deteriorati sale di 80 punti base al 41,8%. Mentre il margine di interesse (-24%) flette per i 162 milioni di oneri del prestito pubblico, le commissioni salgono dell’1,5%, grazie al risultato della bancassicurazione con Axa (+20%). Sul 2013 si sente l’effetto dei tagli passati, con costi giù del 12,7%; e altre 150 filiali chiuderanno. Scende anche la rischiosità: gli impieghi calanodell’11,6%, il portafoglio finanziario dell’11,3% – anche per la chiusura del contratto Santorini su 2 miliardi di Btp – la leva cala e gli attivi liquidabili in caso di crisi raddoppiano.
Guardando avanti, il cda Mps ha poi autorizzato la firma del contratto di pre-sottoscrizione dei 3 miliardi di aumento di capitale, con lo stesso pool di 10 banche guidate da Ubs che già a dicembre fornì garanzie. Per evitare un assaggio di nazionalizzazione l’aumento andrà eseguito tra il12 maggio e il 1° luglio, data in cui va pagata in denaro o azioni la cedola 2013 sui Monti bond. Il presidente Alessandro Profumo, parlando al congresso Fabi, ha detto: «L’ingresso di eventuali stranieri in Mps non è un rischio: l’importante è che credano nel rilancio. La pianterei di parlare di nazionalità dei soci, parlerei piuttosto di nazionalità dell’azienda ». E sugli stress test Eba in avvio a maggio: «Siamo abbastanza tranquilli».
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il management di Mediobanca confeziona una trimestrale con 200 milioni di utile netto, meno di un an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessun rilancio sul prezzo, ma un impianto complessivamente più flessibile e con qualche passo avan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le recenti modifiche apportate alla legge 130/1999 (disposizioni sulle cartolarizzazioni dei crediti...

Oggi sulla stampa