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Mps, primi riscontri dagli investitori

Nel suo roadshow americano, il consigliere delegato Marco Morelli in questi giorni non è chiamato solo a parlare di Mps. Agli investitori interessa sapere anche dell’Italia, e in particolare del referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre, che cascherà proprio nel cuore della ricapitalizzazione del Monte.
Per il mercato si tratta di uno spartiacque, dunque ci sta che i fondi vogliano conoscere esattamente la situazione prima di scendere in campo in una partita percepita così vicina al rischio-Italia come quella del maxi aumento del Monte. L’incertezza c’è, ma al netto di questo elemento sembrano arrivare anche i primi riscontri positivi. Ieri il ceo, accompagnato da Guido Nola di Jp Morgan e Francesco Canzonieri di Mediobanca, ha incontrato una decina di potenziali investitori, da fondi hedge come Appaloosa a interlocutori di medio-lungo periodo come Atlas Capital di Bob Diamond, nei giorni scorsi finito tra l’altro nella lista degli ipotetici supporter di Corrado Passera.
Il road show sta andando «molto bene» secondo quanto riferito ieri da fonti vicine al dossier a Radiocor, nel giorno in cui lo stesso Morelli ha aggiornato sul tema il cda dell’istituto. Nel dettaglio, le richieste di contatto provenienti dagli investitori sarebbero superiori rispetto alla lista iniziale, e la settimana prossima il roadshow farà tappa in Asia, a Singapore e a Hong Kong. In teoria, l’interesse a entrare in data room c’è, ma per ora si tratta soltanto di impegni informali: ieri Morelli ha spiegato ai consiglieri che per una valutazione compiuta bisognerà attendere la prossima riunione, in agenda per il 14 novembre. A quel punto, a soli dieci giorni dall’assemblea, si potranno – si spera – sciogliere i nodi sugli anchor investor con relativo apporto di capitale, e quindi sul contributo che andrà richiesto ai bondholder e soprattutto al mercato con l’aumento vero e proprio.
A ventiquattr’ore dalla lettera ricevuta martedì mattina, il cda ieri è tornato anche sul ritiro di Corrado Passera. La risposta della banca è stata secca, e su questa linea i consiglieri hanno concordato «all’unanimità», ha spiegato il presidente, Massimo Tononi. Sull’intera vicenda, che potrebbe aver alimentato la volatilità del titolo nelle ultime settimane (ieri ha chiuso a -4,2%) sta lavorando ancora la Consob: «Stiamo parlando con tutti i soggetti coinvolti», ha commentato un portavoce dell’authority di Borsa.
Intanto, tra i soci prosegue il confronto per la definizione del candidato presidente destinato a succedere a Massimo Tononi. Il tempo stringe e si punta a chiudere in settimana, ma la soluzione non sarebbe ancora stata trovata; formalmente non coinvolta la banca, tra Axa, la Millennium partecipazioni di Falciai e Fondazione Mps sembrerebbe prevalere la scelta per un candidato interno: la presidenza del Monte oggi appare poco appealing per chi ne è fuori (anche perché si tratta di un incarico di incerta durata), e in più le prove che attendono a breve la banca suggerirebbero di affidarsi a una persona già a conoscenza della situazione.
Di qui, appunto, il confronto in essere che, al momento, sembrerebbe concentrarsi tra i nomi di Roberto Isolani, Alessandro Falciai e Antonino Turicchi. Tutti si sono dichiarati indisponibili ma il momento è delicato e dunque c’è chi non esclude un ripensamento per Falciai; nel caso di Turicchi, invece, ci sarebbe un problema formale e “politico”: il manager, ex direttore generale di Cassa depositi e prestiti e presidente di Alstom Italia, è entrato in cda nella lista di Axa un anno e mezzo fa, e successivamente nel maggio di quest’anno è stato nominato direttore generale del Tesoro con delega alle privatizzazioni. Un incarico, quest’ultimo, che non potrebbe affiancarsi alla presidenza del Monte, anche se per Turicchi, candidatura gradita a diversi soci, ci sarebbe anche l’ipotesi delle dimissioni da dirigente del Tesoro: la decisione, nei fatti, spetta a Via XX Settembre, da cui gli altri azionisti aspettano un segnale. Altra ipotesi di cui si sarebbe parlato nei colloqui tra i soci, anche quella di Lucia Calvosa, docente di diritto commerciale all’Università di Pisa.

Marco Ferrando

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