Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mps prevede profitti per l’intero esercizio

Il 2015 di Mps, a meno di sorprese negative, si chiuderà con un utile netto positivo. La guidance per la banca senese è stata evidenziata ieri dai vertici, l’ad Fabrizio Viola e il cfo Bernardo Mingrone, che in occasione della conference call con gli analisti hanno indicato per la fine dell’anno un utile pre provision tra 1,6 e 1,8 miliardi di euro, e un risultato netto in nero. Del resto, dopo tre anni in rosso, il primo trimestre dell’anno si è chiuso in maniera nettamente positiva, con un utile netto di 72,6 milioni, più del doppio delle attese degli analisti. I dati, diffusi nella serata di venerdì, sono stati accolti con favore dal mercato, che ha premiato il titolo con un rialzo dell’1,52% a fronte di un indice milanese sostanzialmente piatto.
La banca nel contempo ha anche ritoccato gli obiettivi del piano industriale, alla luce del nuovo scenario macro-economico e delle indicazioni della Bce. Ecco perchè i target (un Roe dell’8% e un utile netto di 880 milioni, con una crescita media annua del 4,8% dei ricavi) sono slittati dal 2017 al 2018.
Siena continua a risentire del peso elevato dei crediti deteriorati, un fronte su cui però il management conta di registrare importanti miglioramenti. A fronte di 23,7 miliardi di npl (di cui 8,7 di sofferenze), la banca conta di ridurre il costo del rischio da 650 punti base di fine 2014 a 106 punti base. Tuttavia, ha ribadito Mingrone, anche nel 2015 accantonamenti saranno «corposi», anche se il trend è atteso in miglioramento. Da monitorare sarà anche il capitolo dell’esposizione verso Nomura, per la ristrutturazione del derivato Alexandria, che secondo le indicazioni del cfo potrebbe generare una perdita attesa di 300 milioni.
Lo sguardo della banca è però rivolto al risiko bancario. Il previsto «miglioramento dei fondamentali» sarà infatti «la pre-condizione per poter partecipare a questa fase di M&a», ha sottolineato l’ad Viola. Che ha confermato così quanto anticipato nel corso di un’intervista al Sole 24 Ore (si veda l’edizione di domenica), in cui apriva all’ipotesi di un percorso di aggregazione da realizzare nel mondo delle popolari.
In ultimo, da segnalare la tempistica relativa all’aumento di capitale da 3 miliardi. La banca si attende un’autorizzazione «imminente» da parte di Bce, così da varare l’aumento entro il 28 maggio. Il Tesoro entrerà con una quota del 4% circa come pagamento della cedola sugli aiuti pubblici.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non chiamatela più utility locale. Il gruppo A2a cerca il salto di categoria: da società dei servi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo la crisi, scatta la "riscrittura" del Recovery Plan da parte del Parlamento. Il documento di 16...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A2A lancia il piano industriale al 2030 per riposizionare l’azienda, «passando dal mezzo al fine,...

Oggi sulla stampa