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Mps prepara il ritorno in borsa

Il Montepaschi potrebbe tornare presto in borsa, con il prospetto informativo pronto entro settembre: lo ha annunciato l’a.d. Marco Morelli in un incontro con gli analisti dedicato alla presentazione del piano di ristrutturazione che ha ottenuto il via libera della Commissione Ue. La banca, ha osservato Morelli, è tornata in pista dopo mesi vissuti «in una specie di pronto soccorso», gestendo le emergenze «in modo eccellente». Ora si stanno negoziando con la Consob i tempi della riammissione a piazza Affari: «Ipotizzo che la Consob rivaluterà il relisting potenziale e la riammissione agli scambi delle azioni Mps quando il prospetto sarà finalizzato, entro la fine di settembre».

L’a.d. ha definito il piano 2017-2021 «una pietra miliare nel processo di ricostituire un processo di crescita. La ripresa della top line del nostro conto economico sarà un processo lento: non sarà immediato, ma ci sarà». Verranno cedute le due banche estere in Belgio e Francia e c’è l’impegno a vendere gli asset non strategici. Si procederà anche alla cessione di alcuni immobili. Del resto, ha chiarito il capoazienda, «non esiste un piano B: un merger e altre soluzioni strategiche, comunque, sono cose che competono agli azionisti. Il top management è impegnato nel piano e noi siamo fiduciosi che il piano stesso sia raggiungibile».

Nel frattempo, almeno fino al 2021, non è prevista la distribuzione di dividendi perché l’istituto si trova nel regime degli aiuti di stato: «Se usciremo da tale regime prima della scadenza del piano, allora sarà possibile». Tra le regole imposte dalla ricapitalizzazione precauzionale c’è anche il tetto alle retribuzioni. Morelli ha spiegato che il suo stipendio lordo annuo sarà di 466 mila euro e che rinuncerà a ogni forma di indennizzo, incentivo o bonus. La decurtazione rispetto alla cifra attuale è del 70%. L’a.d. ha ribadito che rimarrà nel suo incarico, senza dimenticare che «il mio mandato è a disposizione in qualunque momento».

Sul fronte occupazionale il piano di salvataggio prevede 6 mila esuberi e 500 assunzioni (550 esuberi netti), con 600 filiali in meno. Entro il 2021 i dipendenti scenderanno da 25.566 a 20.065. Dei 5.500 in meno, 4.800 usciranno attraverso l’attivazione del Fondo di solidarietà, 450 tramite la cessione o la chiusura di attività e i restanti 750 attraverso i pensionamenti. «Il piano non prevede licenziamenti», ha osservato Morelli. «Abbiamo previsto 500 assunzioni e questo è un segnale importante».

Giacomo Berbenni

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