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Mps, più strade aperte

Ci sono più soluzioni per l’uscita del Tesoro dal capitale del Montepaschi: lo ha riferito l’a.d. Marco Morelli nel corso della presentazione dei nuovi servizi offerti da Widiba, la banca online del gruppo senese. «Contatti col nostro azionista ne abbiamo in continuazione», ha precisato Morelli. «C’è un obbligo formale, che vede il ministero dell’economia in dovere di presentare un piano di uscita dal capitale entro il 2019. Ci sono varie strade che possono essere avviate, ma le valutazioni dipendono dall’azionista».A chi gli chiedeva se la procedura di infrazione europea verso l’Italia possa complicare le mosse dello Stato, primo azionista della banca, l’a.d. di Mps ha risposto: «Sono due cose completamente sganciate. Il piano che abbiamo negoziato con la Commissione cammina in modo assolutamente autonomo. È stato fatto due anni fa: è ovvio che il contesto fosse completamente diverso e che ci fossero presupposti e attese su quello che sarebbe stato lo sviluppo del sistema produttivo, dei consumi, della crescita del pil in Italia, molto diversi da quelli che viviamo oggi. Queste, tuttavia, sono valutazioni che vengono fatte in modo completamente separato».

Morelli ha poi fatto una riflessione sul consolidamento bancario che stenta a partire: «Il nostro sistema è molto polverizzato. Ci sono due grosse banche e un gruppo di banche di medie dimensioni: la riflessione che io ho fatto col mio cda, e che chiaramente ho esternato al mio azionista, è di valutare, nel medio e lungo termine, quanto sia sostenibile un modello di banca tipo quello del Monte dei Paschi, e se queste dimensioni consentano di fare investimenti e di crescere su tutto quello che è il new banking e su tutte le iniziative che devono fare le banche come le nostre per spingere sul digitale, investendo tanto sulla formazione delle persone. C’è un tema di capacità di investimento e di capacità di generare capitale, di remunerare chi investe in strumenti di banche come queste. Per me la dimensione è un tema assolutamente rilevante».

Sul versante del piano di dismissione degli Npl, si punta a superare gli obiettivi del 2019. E sulle voci di mercato riguardanti le tre manifestazioni di interesse ricevute sullo stock da 500 milioni di euro di Utp, Morelli ha tagliato corto: «Ci sono diverse manifestazioni di interesse ogni volta che mettiamo in vendita una parte del nostro stock di Npl». Recentemente la banca senese ha confermato il target di riduzione di 2 miliardi di Utp nell’arco dell’anno.

Quanto alle future emissioni di bond, si attende la finestra disponibile: «Riusciamo ad andare sul mercato nella misura in cui c’è una finestra agibile. Andare sul mercato non vuol dire mettere a repentaglio il conto economico, ovvero pagare oltre una certa soglia di interessi. Quando ci sono finestre, come abbiamo fatto col covered bond a inizio anno, andiamo sul mercato».

Intanto Widiba non è in vendita. «Per noi è un centro di eccellenza», ha sottolineato il capoazienda, «in tutta quella che è la sperimentazione del new banking e delle nuove iniziative di contatto col cliente. Allena la nostra capacità di proporre servizi diversi in un modo diverso. «Per me e per noi è un asset strategico: l’intenzione è quella di valorizzarla all’interno del gruppo».

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