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Mps, Passera ritira il suo piano

La replica del Monte: «Motivazioni infondate» – Si valuta l’azione legale per turbativa di mercato
Corrado Passera ritira la sua proposta per il Monte dei Paschi. Il passo indietro dell’ex ceo di Intesa Sanpaolo, come anticipato ieri da Il Sole, era nell’aria da qualche giorno e si è materializzato ieri mattina con una lettera scritta di suo pugno e inviata ai consiglieri di amministrazione della banca. Passera parla di «atteggiamento di totale chiusura» da parte della banca nei confronti suoi e degli investitori che aveva alle spalle, a cui «sono state negate le condizioni minime» per effettuare gli approfondimenti necessari a «rendere definitiva e impegnativa la proposta» presentata il 13 ottobre. E pensare che, scrive Passera, bastava poco: i numeri per la due diligence, in particolare sui crediti, e un contatto con la Bce.
Il manager: «chiusura esplicita»
«La banca ci ha risposto ponendo condizioni impraticabili e consumando metà del già poco tempo a disposizione», lamenta ora Passera: «Questa chiusura esplicita nei confronti della nostra proposta ci pare contraria all’interesse della Banca e di tutti i suoi azionisti», recita la lettera, inviata non solo al board ma anche al collegio sindacale. Oltre alle divergenze sulla due diligence e in particolare sul coinvolgimento diretto degli investitori, di cui peraltro non si fa menzione, un’altra sottolineatura polemica riguarda la Bce: «Abbiamo contemporaneamente chiesto di poter presentare all’Autorità di Vigilanza europea la nostra proposta per poter eventualmente correggerla o integrarla», ma nella ricostruzione del banchiere il Monte si sarebbe arrogato il diritto di definire «non abbastanza solida la proposta alternativa» e comunque irricevibile visti i 3,5 miliardi di aumento, a differenza dei cinque richiesti.
Con la lettera di ieri Passera dice la sua anche sul piano presentato dall’ex collega Morelli la settimana scorsa. Un piano definito «non abbastanza ambizioso» là dove prevede un cost/income del 55% a tre anni, sugli stessi livelli del primo semestre di quest’anno. Difesa a spada tratta, poi, del diritto di opzione ai vecchi soci e della distribuzione a tutti i soci (compresi i nuovi) dei titoli junior derivanti dalla cartolarizzazione.
La reazione di Borsa
Fin qui la missiva di ieri, inviata prima dell’apertura di Piazza affari. Dove, però, la reazione è stata pacata: il titolo, partito bene a inizio seduta, ha ripiegato pur restando il più brillante del Ftse Mib, chiudendo a +0,74 per cento. E pensare che nei dieci giorni immediatamente successivi alla presentazione del piano Passera il Monte aveva visto raddoppiata la propria capitalizzazione di Borsa.
La banca: «Rammarico»
Sempre ieri, nel pomeriggio, è arrivata via comunicato stampa una prima risposta ufficiale. Il board esprime il suo «rammarico» per la decisione di Passera, «che ritiene basata su argomentazioni infondate e incompatibili con la necessità della banca di assicurare parità informativa tra i suoi potenziali investitori e di mantenere il controllo delle informazioni fornite agli stessi».
Toni concilianti dietro ai quali però si nasconderebbe la volontà di esaminare i margini per eventuali azioni legali contro lo stesso Passera: l’ipotesi di manipolazione del mercato sarebbe al vaglio degli avvocati. La proposta di Passera, inoltre, viene definita «non vincolante, formulata per conto di investitori di cui non sono state rese note le generalità e non ancora “solidificata”». Per quanto riguarda invece la Bce, la banca precisa «di aver tenuto costantemente aggiornati i regolatori nazionali e sovranazionali – sin dai primi momenti – in merito all’iniziativa assunta dal dottor Passera per le valutazioni di competenza».
La proposta del manager è da considerarsi dunque archiviata, almeno finché non dovesse palesarsi un fallimento del piano A. Al riguardo, il roadshow del ceo Marco Morelli è in pieno svolgimento (si veda l’altro articolo qui sotto) e non è escluso che oggi alle 10 possa essere fatto il punto in cda, anche se all’ordine del giorno ci sono solo adempimenti preassembleari. A giorni, poi, è attesa la decisione dei principali soci sul candidato presidente, con Luigi Gubitosi considerato in pole tra gli esterni al cda.

Marco Ferrando

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