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Mps, parte l’aumento sotto tensione

Nel giorno dell’avvio dell’aumento di capitale da 5 miliardi, il titolo Mps rimane congelato per l’intera seduta senza riuscire a fare prezzo e solo nel finale, nel corso dell’asta di chiusura, fa segnare un balzo del 20 per cento.
Il valore delle azioni – che è stato rettificato rispetto alla chiusura di venerdì da 25,13 euro a 1,54 euro, scorporando a 23,1 euro il prezzo dei diritti – ha toccato nel finale infatti 1,84 euro, con un’impennata del 19,84%. Il prezzo, come detto, è stato definito solo a fine giornata, tra volumi di scambio in picchiata del 98,5% rispetto alla seduta precedente: 3,33 milioni i pezzi passati di mano contro i 217 milioni trattati venerdì. D’altra parte, a finire sotto pressione sono stati i diritti, che sono caduti del 6,93% a 21,5 euro, con scambi per 6,1 milioni, dopo aver toccato un minimo di 20,7 euro. Il titolo Mps ha fatto prezzo durante la seduta, ma su listini secondari. A Francoforte le azioni hanno segnato un prezzo finale a 3,21 euro, quindi più che raddoppiate dal prezzo rettificato a 1,54, ma con scambi per poco più di 130 mila pezzi.
«È stata una buona partenza, ma ci sono anche motivi tecnici», ha detto Alessando Profumo, presidente di Mps, commentando l’andamento del titolo in Borsa, aggiungendo «spero di sì, vedremo alla fine», a chi gli chiedeva se ci sia interesse sull’operazione.
Secondo diversi operatori, il movimento del mercato si può spiegare con la natura fortemente diluitiva dell’operazione. La ricapitalizzazione da 5 miliardi prevede l’emissione di circa 5 miliardi di nuove azioni rispetto ai 116,8 milioni di titoli attualmente in circolazione. Emesse al prezzo di 1 euro ciascuna, in rapporto di 214 nuove azioni ogni 5 possedute, le nuove azioni presentano uno sconto del 35,5% rispetto al prezzo teorico ex-diritto calcolato alla chiusura del 5 giugno. La domanda, in particolare, si sarebbe concentrata in maniera spropositata sui titoli: «Chi era short sul titolo era obbligato a rastrellare titoli sul mercato per ricoprirsi, ma l’eccesso di domanda è stata tale che non c’era possibilità di incontro tra domanda e offerta – spiega un trader – La reazione del mercato, invece, si è vista sui diritti, che sono caduti».
Il prolungato congelamento del titolo Mps ha spinto Borsa Italiana a valutare la possibilità di un cambiamento nelle modalità di gestione dell’aumento di capitale della banca toscana nel cacolo dell’indice Ftse Mib. «Si ricorda agli utilizzatori dell’indice – precisa la nota – che la metodologia prevede che qualora Mps non scambi in apertura a causa di una interruzione di volatilità, i valori in tempo reale del Ftse Mib verranno calcolati utilizzando il prezzo di chiusura di Mps di venerdì 6 giugno, rettificato per tener conto della gestione dell’aumento di capitale, fino a quando nuovi contratti non siano conclusi sul mercato Mta di Borsa Italiana». La decisione, che era attesa per le 15 di ieri al termine di un consultazione con gli operatori finanziari, non è arrivata ed è possibile che giunga qualche chiarimento nella giornata di oggi.
Sull’operazione di ricapitalizzazione di Monte dei Paschi si sta muovendo anche Consob che ha attivato «un monitoraggio ordinario, in questa situazione lo facciamo sempre», come ha spiegato il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, a margine dell’assemblea di Assolombarda.
Il calendario dell’operazione prevede che i diritti di opzione siano esercitati da lunedì 9 fino a venerdì 27 compresi; sempre da lunedì e fino al 20 giugno compreso ci sarà invece tempo per negoziare i diritti di pzione in Borsa.
L’aumento è garantito dal consorzio di banche coordinato da Ubs, mentre si sono impegnati a fare la propria parte il socio storico Axa, che detiene una quota vicina al 3%, la Fondazione (2,5%) che ha sottoscritto un patto con i due soci Fintech e Btg, coi quali detiene complessivamente il 9%. Probabile anche la partecipazione di BlackRock, che oggi possiede il 3,2% del capitale, e di alcuni hedge fund che recentemente si sono mossi in acquisto sul titolo.

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