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Mps, parte l’aumento da 5 miliardi Ok Consob alla conversione dei bond

Parte oggi l’aumento di capitale del Monte dei Paschi di Siena: 5 miliardi di euro, inscindibili, da raccogliere sul mercato entro pochi giorni. L’offerta al pubblico di riacquisto delle obbligazioni subordinate da convertire è stato autorizzato ieri sera a tarda ora dalla Consob che oggi si esprimerà sul prospetto informativo.

Entra così nel vivo l’operazione di mercato voluta dall’amministratore delegato Marco Morelli che dovrebbe chiudersi giovedì 22, con regolamento per contanti il 27 dicembre, in modo da poter perfezionare l’intera operazione entro sabato 31, come richiesto espressamente dalla Banca centrale europea.

La struttura dell’operazione parte da tre punti fissi: il miliardo di euro in obbligazioni che è già stato convertito in azioni e la riapertura dei termini di conversione, a cui ieri sera si è aggiunta la sottoscrizione del prestito ponte da 4,7 miliardi sottoscritto da Jp Morgan, Mediobanca, Credit Suisse e Citigroup, necessaria per realizzare la cartolarizzazione di 27,7 miliardi di sofferenze. Mentre in totale, l’ammontare convertibile è salito a 4,511 miliardi di lire.

Ma solo una parte di queste obbligazioni diventeranno azioni, così la quota mancante ai 5 miliardi dovrà essere raccolta sul mercato e grazie all’intervento del cosiddetto anchor investor , che dovrebbe essere il Fondo del Qatar. Il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi ha previsto un prezzo massimo per azione (dopo il raggruppamento già avvenuto in ragione di una nuova azione ogni cento possedute) di 24,9 euro e un prezzo minimo tecnico di un euro. Sarà questa la forchetta al cui interno si dovrà formare il prezzo dell’aumento, attraverso un meccanismo di bookbuilding abitualmente utilizzato in occasione delle Ipo.

Il 35% dell’aumento di capitale è stato destinato all’offerta riservata al pubblico indistinto residente in Italia e di questa percentuale almeno il 30 per cento a coloro i quali sono già azionisti. Si tratta di un diritto di prelazione, utile nel caso si verificasse un eccesso di domanda, che non è legato all’emissione di warrant, non previsti dall’operazione. I vecchi azionisti quindi non avranno modo di partecipare all’aumento se non sottoscrivendo alle medesime condizioni dei nuovi azionisti. Il 65 per cento dell’aumento è invece destinato al collocamento istituzionale e dietro a tutto c’è la rete di protezione pubblica, con il consiglio dei ministri convocato oggi alle 11, con 15 miliardi pronti per il settore.

Intanto, a Milano, si è aperto il processo contro i vecchi amministratori: da Giuseppe Mussari ad Antonio Vigni. Le richieste di parte civile sono 2.500, tutte presunte vittime delle operazioni Fresh, Santorini e Alexandria. Tra gli invitati a testimoniare anche il presidente della Bce, Mario Draghi, l’attuale ceo del Monte, Marco Morelli e Matteo Renzi. Starà alla corte decidere l’ammissibilità dei testi.

Stefano Righi

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