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Mps, ok Ue al salvataggio il Tesoro al 70% per 5 anni

«Una svolta che dà certezze, ma ora è opportuna una riflessione sulle regole europee». Pier Carlo Padoan, con il suo stato maggiore saluta con soddisfazione il via libera definitivo di Bruxelles alla ricapitalizzazione «precauzionale» del Monte dei Paschi per 8,1 miliardi (l’esborso per lo Stato sarà di 5,4 miliardi): l’operazione avverrà entro il mese e porterà il Tesoro a controllare, presumibilmente per almeno cinque anni, la banca senese al 70 per cento.
Negli ultimi giorni, ha detto il ministro dell’Economia, commentando il buon andamento della Borsa e dei titoli bancari, si è notato un «visibile effetto positivo sui mercati». C’è, ha aggiunto riferendosi anche al salvataggio delle «Due Venete», «un senso di liberazione», come se la situazione che ha segnato per parecchio tempo il nostro sistema bancario «fosse alle nostre spalle».
Missione compiuta, ma non tutto è finito a cominciare dal decreto all’esame del Parlamento che dispone lo schema per il salvataggio delle due banche venete (multate dalla Consob per circa 15 milioni complessivi), varato nei giorni scorsi, già sotto il tiro degli emendamenti e di Michele Emiliano, «dissidente» Pd. «Ho la massima fiducia sul fatto che il Parlamento si renda conto dell’importanza del decreto sulle Banche Venete», ha osservato Padoan, alludendo alla clausola che consentirebbe a Banca Intesa di tirarsi indietro in caso di modifiche al provvedimento. Più deciso su Emiliano che aveva definito il decreto «invotabile»: «Scarsa conoscenza delle regole e dei fatti», ha tagliato corto il ministro.
Si chiude una lunga maratona, durata quasi tre anni, che ha visto il Tesoro impegnato nel «salvataggio» delle «Quattro banche», di Mps e delle «Due Venete» e mettere in campo un serrato confronto intorno alle direttive europee per la risoluzione delle crisi bancarie culminate nell’introduzione del «bail in». «Le norme europee sono state rispettate pienamente», ha sottolineato Padoan, ma ora «serve una riflessione sulle regole dell’Unione bancaria». A cominciare, ha detto Padoan, dai meccanismi di gestione di una crisi in emergenza «con strumenti di liquidità» e focalizzando l’attenzione su come coordinare gli organismi di Francoforte (Srm e Ssm) e di Bruxelles (la Dg Comp). Padoan ha proposto che la riflessione parta dall’esperienza italiana, e dalle difficoltà incontrate, e ha ricordato che già in sede europea si è cominciato a parlare del tema «risoluzione » in occasione del salvataggio del Banco Popular.
Padoan, affiancato durante la conferenza stampa di ieri, dal presidente di Mps Alessandro Falciai e dall’amministratore delegato Marco Morelli, ha confermato pubblicamente la fiducia ai due top manager che resteranno dunque al proprio posto. Dovranno tuttavia sottostare alle indicazioni del piano approvato da Bruxelles che prevede un tetto agli stipendi dei top manager che non potranno guadagnare più di dieci volte il salario medio dei propri dipendenti. «Si chiude un annus horribilis», ha osservato Falciai. «Non ci saranno licenziamenti », ha assicurato Morelli.
Quanto all’impegno del Tesoro Padoan ha tenuto a precisare che l’intervento dello Stato da 5,4 miliardi in Mps sarà recuperato, nel giro di pochi anni, probabilmente con un premio per l’azionista pubblico e che non saranno «scaricati costi sui contribuenti». Pronto anche il ritorno della banca senese in Borsa, appena ci sarà il via libera della Consob.

Roberto Petrini

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