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Mps, ok all’aumento Profumo confermato ma pronto a lasciare

L’ultima assemblea di Alessandro Profumo come presidente del Monte dei Paschi di Siena è una maratona di 11 ore. Tanto serve ai soci per votare il bilancio 2014 chiuso in rosso per 5,4 miliardi, la connessa ricapitalizzazione da 3 miliardi che partirà a fine maggio, e un cda che conferma l’ad Fabrizio Viola e il presidente uscente, ma vede entrare nomi nuovi e sette donne su 14 elementi. Con circa il 30% del capitale presente, la giornata vive delle decine di interventi dei soci, spesso critici. E con le risposte puntute dei manager. Anche sul caso Nomura: «Pagherà, chiederemo il risarcimento. Abbiamo le prove». A tenere banco è il processo di aggregazione, chiesto dalla Bce per rafforzare il patrimonio dei senesi e far loro ritrovare la redditività. La prospettiva indispettisce i soci locali, mentre l’ad Viola parla della prossima fusione come di un’opportunità: «Credo che ci sarà un futuro migliore e anche in una fase delicata farsi trovare col vestito stirato e le carte in regola possa rappresentare un’occasione vera e profittevole, non un problema».
Su trattative di sorta, l’ad ha detto: «Dopo l’aumento ce ne occuperemo di più, per ora abbiamo detto che vogliamo fidanzarci ma siamo single». Oltre al vestito però ci vorrà qualcuno che lo indossi nel ruolo delicato di raccordo tra gli azionisti e le istituzioni.
La questione del dopo Profumo è in agenda, dato che l’ex Unicredit lascerà chiuso l’aumento che dovrebbe partire a fine maggio e chiudere a giugno. «Io non mi sono candidato – ha risposto a un socio che gli chiedeva lumi – mi è stato richiesto di accompagnare la banca per l’aumento e per identificare chi mi dovrà succedere. Temo che le mancherò visti gli accidenti che mi ha attirato in questi anni, ma ci sarà un altro con cui ve la potrete prendere». La Fondazione Mps, in assemblea con il 2,5%, lavora alla successione: «Abbiamo dato mandato congiunto ai cacciatori di teste, valuteremo con i pattisti ha detto il presidente Marcello Clarich – Stiamo andando a esplorare alcune soluzioni in perfetto accordo. Ci sono già nomi». Anche se la crisi della banca s’è riflessa «con severità», sulla Fondazione, che ha decimato il patrimonio dai 5,4 miliardi del 2010 ai 514 milioni della proposta 2014 in esame a fine mese, Clarich ha aggiunto che «la Fondazione continua ad avere a cuore il destino della banca, il suo risanamento e il suo futuro». L’ex socio forte deciderà tra un mese.
Ieri l’assemblea ha poi nominato i nuovi consiglieri. Affianco al duo di vertice ci sarà un solo vice presidente: Roberto Isolani (Btg Pactual); chiudono la lista dei tre pattisti — che ha avuto il 71% dei voti — Fiorella Kostoris, Fiorella Bianchi, Christian Whamond, Lucia Calvosa. Quanto ai posti delle minoranze, la vistosa assenza della lista Assogestioni — malgrado Mps sia l’emittente che ha chiesto più soldi a Piazza Affari da anni — ha favorito il filotto della lista dell’imprenditore Alessandro Falciai, che con solo l’1,7% ha avuto il 15,87% dei voti e nominato quattro consiglieri: con lui, Stefania Baratti, Daniele Bonvicini, Maria Cappello. Terzo posto per la lista Axa (che ha il 3,17% delle quote e ha preso il 12% dei voti) e nomina Beatrice Derouvroy, Antonino Turicchi, Stefania Truzzoli.
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