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Mps, nuovo avviso a comparire per Mussari

Un altro interrogatorio fiume in procura a Siena. Ieri a confrontarsi per quasi cinque ore con i pm Nastasi, Natalini e Grosso è stato Marco Morelli, indagato nell’inchiesta su Mps per ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto. E intanto è stato inviato un altro avviso a comparire per l’ex presidente della banca senese Giuseppe Mussari, indagato per truffa, turbativa, falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza. Per lui è previsto un altro incontro con gli inquirenti senesi, dopo che una settimana fa si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stavolta è possibile che decida invece di rispondere alle domande, che dovrebbero concentrarsi sulla struttura delle obbligazioni Fresh, ovvero l’architettura finanziaria messa in piedi per realizzare l’acquisto di Antonveneta per 9,3 miliardi aggirando le norme sui ratios patrimoniali. L’interrogatorio di Mussari arriverà non a caso a fine settimana: dopo le deposizioni di Morelli, oggi saranno ascoltati l’ex presidente del collegio sindacale, Tommaso Di Tanno, in quanto indagato, e l’ex direttore generale della Fondazione Marco Parlangeli, come persona informata dei fatti.
Morelli nell’inchiesta, che per ora vede 14 indagati (undici dirigenti bancari, tra cui l’ex direttore Antonio Vigni e, appunto, l’ex presidente Mussari, più tre broker finanziari), gioca un ruolo chiave. È stato lui nel 2008 ad occuparsi del reperimento del finanziamento necessario ad acquistare la banca padovana dal Santander, per poi diventare nello stesso anno direttore finanziario di Mps. Proprio lui, che vantava già una carriera in Jp Morgan, mise in piedi la struttura finanziaria del Fresh, sottoscritto dalla stessa Jp Morgan ma con i rischi in capo a Mps. Come ricordano gli inquirenti, fu Morelli a rilasciare il 15 aprile 2008 una “indemnity side letter” a favore di Jp Morgan, e ancora nel marzo 2009 una nuova “indemnity letter” a favore di Bank of New York in occasione dell’assemblea dei sottoscrittori del Fresh, senza mai avvertire Bankitalia.
La Procura, dopo essersi concentrata molto sui derivati, ascolterà nuovamente Morelli sul piano Antonveneta. Oggi la struttura finanziaria sarà oggetto delle domande rivolte a Di Tanno, anche lui accusato di falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. Poi Parlangeli chiarirà i passaggi tecnici avvenuti tra il 2008 e il 2009, quando la Fondazione sottoscrisse l’aumento di capitale e «acquisì indirettamente» anche il Fresh, attraverso prestito e un prodotto derivato (Tror) sottoscritto con Mediobanca e Credit Suisse, finalizzato a scaricare i rischi proprio sulla Fondazione alleggerendo le due banche finanziatrici. Probabilmente con Parlangeli gli inquirenti vorranno parlare anche dell’aumento da 2,15 miliardi del 2011 finito anch’esso sotto la lente della procura.
L’ex dg Vigni è intanto già stato ascoltato due volte, sia sull’acquisto di Antonveneta che sui prodotti derivati “Alexandria” e “Santorini” sottoscritti con Nomura e Deutsche Bank e le cui perdite potenziali (superiori ad oggi a 700 milioni) non sono state inserite nel bilancio. Così, dopo aver sentito i dg della banca e della Fondazione, oltre al responsabile finanziario di Mps, per gli inquirenti sarà necessario un confronto con l’ex presidente. Mussari dovrà parlare di tutto l’impianto finanziario di Antonveneta, e soprattutto chiarire se, come avrebbe detto Vigni, le decisioni venivano prese direttamente da lui insieme a Baldassarri, ex responsabile del settore Finanza. Anche lui potrebbe essere ascoltato nei prossimi giorni. In serata, intanto, perquisizioni e sequestri hanno interessato due attività senesi gestite dal figlio e dal fratello di Andrea De Gortes, il fantino recordman del Palio. L’indagine sarebbe collegate al caso Mps.

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