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Mps, nuove perquisizioni a Siena

Nuove perquisizione nell’inchiesta su Mps. Ieri il nucleo valutario della Guardia di finanza è andato in mattinata negli uffici dell’ex presidente Giuseppe Mussari e dell’ex dg Antonio Vigni. Poi si è recato nell’ufficio e nell’appartamento del capo della comunicazione David Rossi, che non risulta iscritto nel registro degli indagati (ma probabilmente solo persona informata dei fatti). Per Mussari e Vigni non si tratta della prima perquisizione: le prime risalgono allo scorso anno, durante le fasi iniziali dell’indagine curata dai pm senesi Nastasi, Natalini e Grosso. A carico dei due manager non ci sono tuttavia nuove accuse: l’ex presidente rimane indagato per falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza e manipolazione del mercato; l’ex dg per ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto. Entrambi sono coinvolti nei due filoni di inchiesta sul Monte: la complessa operazione finanziaria messa in piedi per l’acquisto di Antonveneta dal Santander per 9,3 miliardi; i derivati sottoscritti con Nomura e Deutsche Bank, le cui ristrutturazioni (con le relative perdite) non sono state inserite nel bilancio della banca.
Le perquisizioni di ieri, come confermano fonti vicine alla procura di Siena, sono stati atti «a sorpresa», come tutte le perquisizioni che si fanno alla ricerca di nuove «prove, documenti o riscontri». Probabilmente era necessario accertare quanto appreso nei giorni scorsi dagli inquirenti, dopo gli ultimi interrogatori. La scorsa settimana sono stati ascoltati Mussari, per la prima volta, e subito dopo il segretario del cda, Valentino Fanti, come persona informata dei fatti. Il legale di Mussari, Fabio Pisillo, ha voluto precisare che «le imputazioni mosse a carico dell’ex presidente rimangono quelle già note» e che la perquisizione «ha dato esito totalmente negativo. Non è stato rinvenuto alcunché di interesse per le indagini. Di conseguenza nessun documento né cartaceo né informatico, comprese le mail che sono state tutte esaminate, è stato posto sotto sequestro».
Dall’ufficio di Vigni è stato invece portato via il computer. L’ex dg è già stato interrogato dai procuratori due volte, in due confronti durati 8 ore ciascuno, e verrà di nuovo ascoltato il primo di marzo. La sua posizione è delicata relativamente al contratto sottoscritto con Nomura: il prodotto finanziario “Alexandria” infatti era segretamente collegato, secondo gli inquirenti, alle perdite di un derivato precedente. Collegamento che è stato occultato in bilancio e il cui contratto sarebbe stato custodito proprio nella cassaforte di Vigni. All’interno di questa specifica vicenda, è stato accusato di ostacolo alla vigilanza anche l’ex responsabile della Finanza di Mps, Gianluca Baldassarri, agli arresti cautelari in carcere, e già indagato per truffa e associazione a delinquere sempre per la questione dei derivati.
Intanto nelle procure di Siena e Firenze si continua a valutare l’autenticità del documento, diffuso due giorni fa, sul presunto patto segreto tra Pd e Pdl relativo a Siena e al Monte, finalizzato a creare un’alleanza fra contrapposte forze politiche locali per impedire la “prevaricazione” delle autorità nazionali. Il documento, datato 12 novembre 2008, reca in calce i nomi – ma non le firme – di Franco Ceccuzzi, ex sindaco di Siena del Pd e Denis Verdini, deputato del Pdl, indagato nell’inchiesta sul crack del Credito cooperativo fiorentino, banca che ha guidato per 20 anni fino al 2010. Entrambi hanno smentito la sua autenticità e anche tra gli inquirenti ci sarebbero molti dubbi. Il foglio è in mano ai magistrati che stanno sentendo, nel capoluogo toscano, esponenti politici di entrambi gli schieramenti, alla ricerca di eventuali collegamenti tra politica e banca. «È una polpetta avvelenata per influire sulla mia candidatura», ha detto Ceccuzzi, candidato a sindaco di Siena.
A parlare di verosimiglianza del documento è invece Alberto Monaci (Pd), presidente del consiglio regionale toscano: «Non sono stato io a consegnarlo, e non so se sia un falso o meno, ma è certo che tutto ciò che c’era scritto si è avverato».

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