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Mps, nelle carte la «stecca» da un milione a Baldassarri

Prosegue l’inchiesta sul Monte dei paschi di Siena, sempre sul fronte del derivato Alexandria, per il quale gli ex vertici della banca Giuseppe Mussari e Antonio Vigni- oltre alla banca stessa, per responsabilità amministrativa – sono stati accusati dalla procura di Milano di falso in bilancio pochi giorni fa. Ora si scopre, per mezzo di una rogatoria internazionale a Singapore inoltrata dai procuratori senesi (primi titolari del dossier su Mps), che per l’operazione Alexandria, sottoscritta con banca Nomura, l’ex responsabile dell’area finanziaria del Monte, Gianluca Baldassarri, ha preso una «stecca» da un milione di euro, transitata tramite Credit Suisse e Credit Agricole.
Ad approfondire il giro delle mazzette sono stati i pm senesi Antonio Nastasi, Giuseppe Grosso e Aldo Natalini, insieme al Nucleo Valutario della Gdf. Tutto parte da Raffaele Ricci, manager prima di Dresdner Bank a Londra e poi della banca giapponese Nomura. Ricci nel 2005, in Dresdner, firma il contratto Alexandria con Mps. Poi nel 2009 si trasferisce in Nomura e da lì si occupa della ristrutturazione dello stesso derivato. L’interlocutore del Monte sarebbe stato Baldassarri: «Fu proprio lo stesso Ricci a procedere anche alla valutazione del titolo, poiché Dresdner si era dichiarata non in grado di prezzarlo. Inoltre Ricci ha materialmente sottoscritto, dalla parte di Nomura, le confirmations siglate da Baldassarri, dalla parte di Bmps», si legge nelle carte dell’inchiesta.
Ricci, si ricorda, percepiva una retribuzione di un fisso salariale di 300mila sterline l’anno, più un bonus sull’operatività dell’anno precedente pari a circa 10 milioni di dollari, rappresentati per l’82% da azioni di Nomura. L’anno precedente Ricci aveva ricevuto 5 milioni di dollari. Nel 2011 7 milioni e nel 2012 3,5 milioni di dollari nella modalità di “stock”.
Nell’anno in cui Ricci ha concluso l’operazione Alexandria, Nomura gli ha conferito un bonus pari a 10 milioni. E nello stesso periodo, valutando la documentazione arrivata da Singapore, Ricci avrebbe retrocesso a Baldassarri 983mila euro. Lo schema è il seguente: Ricci avrebbe girato tramite la società Mondas Investments Ltd il denaro, depositato in un conto di Singapore della Credit Suisse. Da lì i soldi sono stati messi in un conto di Credit Agricole, sempre a Singapore, e da lì Baldassarri li avrebbe rilevati.
Dai documenti esaminati si evince che il conto è denominato “freeland”, ed è riportata la dicitura “Baldassarri Gian Luca to be operated as Freeland”. I bonifici sono quattro, dal 21 giugno 2011 al 20 marzo 2012, per una somma di 983mila euro. Tutti i versamenti sono in dollari di Singapore.
Secondo i procuratori di Siena, Baldassarri era a capo di un gruppo di manager soprannominati “banda del 5%”, che erano cioè soliti fare le “creste” alle operazioni finanziarie del Monte, intascandone illecitamente il 5 percento. Questo rappresentava il terzo filone di indagine del dossier Mps – oltre all’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta e a quella, appunto, sul derivato Alexandria firmato con Nomura (e Santorini, firmato con Deutsche Bank). Su Baldassarri e il gruppo di manager sta ancora indagando la procura di Siena, mentre il resto è stato trasferito alla procura di Milano per competenza territoriale rispetto al reato di aggiotaggio. Ora sembrerebbe però, con questi nuovi sviluppi su Singapore, che le indagini su Alexandria e quelle sulla banda del 5% possano avere importanti punti di contatto.

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