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Mps, il mercato dei derivati dice che vale 4,9 miliardi

Le azioni Mps? Valgono 4,3 euro, un valore che porta la capitalizzazione della più antica banca al mondo a 4,9 miliardi. Queste, almeno, sono le indicazioni che arrivano dal mercato dei derivati. Ieri si è tenuta l’asta dei credit default swap sui bond subordinati di Mps, che ha determinato in 49,5 centesimi il tasso di recupero, quota che implica una valorizzazione delle azioni della banca a 4,30 euro. Un valore, quest’ultimo, più basso dei 6,49 euro a cui il Mef ha sottoscritto le azioni di nuova emissione a fine luglio. E ben più basso degli 8,65 euro a cui il Governo, nel quadro della ricapitalizzazione precauzionale, aveva fissato il prezzo di conversione forzosa dei bond subordinati in azioni dell’istituto.
Per capire come si è arrivati alla valutazione da parte del mercato dei derivati bisogna fare un passo indietro. A inizio agosto l’Isda, che è l’associazione internazionale degli operatori del mercato dei derivati, ha stabilito che la ricapitalizzazione precauzionale di Mps rappresenta a tutti gli effetti un «credit event». Tradotto: è un evento che implica il diritto al pagamento o rimborso dei credit default swap, che come noto sono dei contratti assicurativi che proteggono in caso di default di un emittente (ovvero Mps). Secondo le stime Isda, sul mercato ci sono swap sui bond Mps per l’equivalente di 199 milioni netti, tutti interessati dal «credit event». Le regole dei Cds prevedono che i venditori dei Cds versino agli acquirenti il valore nominale dei titoli in cambio dei sottostanti o dell’equivalente in denaro fissato all’asta. E ieri dunque si è tenuta l’asta di una parte dei Cds (un’altra per i Cds del 2003 è prevista per il primo novembre) che ha registrato la valutazione da parte degli organizzatori (Ihs Markit e Creditex Group) e ha assegnato ai bond un «recovery rate», ovvero una possibilità di recupero, del 49,5% del loro valore nominale. Questo significa, in buona sostanza, che ai possessori dei bond protetti dai Cds andranno sì 100 ma al venditore dell’assicurazione dovrà essere restituito circa la metà di quel quel valore. Tali livelli implicano, di fatto, una valorizzazione dell’azione di 4,3 euro, ovvero poco meno della metà degli 8,65 euro fissati per decreto.
Va detto che un prezzo simile è coerente con quanto il mercato va indicando da tempo. Sul mercato over the counter, le azioni Mps trattano a circa 4,15-4,3 euro per azione, implicando così una capitalizzazione di circa 4,7-5 miliardi di euro. Secondo i calcoli di Equita Sim diffusi a fine agosto, a questi valori il rapporto prezzo/capitale tangibile al 2018 si attesta a 0,47-0,49 volte, mentre il rapporto tra prezzo e utile rettificato al 2019 si aggira tra 15-16 volte, valori giudicati «corretti» considerando il Rote atteso al 2019 e il valore attuale delle imposte anticipate (Dta). Tutto si capirà meglio quando l’azione tornerà ad essere quotata in Borsa, e lì si vedranno i valori reali. Ma a questi livelli, va detto che la quota del Mef, che è pari al 52% del capitale circa, avrà un valore di circa 2,55 miliardi di euro, a fronte di un investimento di 3,854 miliardi in fase di aumento (pari a 593 milioni di azioni). La perdita potenziale di 1,3 miliardi salirebbe oltre i due miliardi di euro qualora il Tesoro, come è probabile, riacquistasse le azioni assegnate ai detentori retail dei bond, salendo così al 70% del capitale.

Luca Davi

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