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Per Mps lo schema del distacco

  • Sulla partita degli Npl, uno degli accordi di maggiore rilevanza, per i sindacati, è quello raggiunto nei giorni scorsi al Monte dei Paschi di Siena, che quest’estate ha firmato un’intesa con Quaestio e Cerved per la cessione della piattaforma di crediti in sofferenza, creata per dare seguito al piano di ristrutturazione 2017-2018. Il piano aveva previsto, tra i fattori abilitanti, la dismissione della quasi totalità del portafoglio di sofferenze al 31 dicembre 2016 per 28,6 miliardi lordi, di cui 26,1 attraverso un’operazione di cartolarizzazione prevista per questo mese, con definizione entro giugno 2018 della dismissione della quasi totalità del portafoglio di sofferenze.
    La piattaforma è una piattaforma di servicing recupero crediti che è stata chiamata Juliet ed è stata al centro di un confronto molto intenso tra azienda e sindacati. Per la piattaforma, secondo l’accordo di cui sopra, è già pronta la cessione, e su richiesta dei sindacati è stato avviato un confronto per trovare le migliori soluzioni per garantire gli impegni assunti con il regolatore e gli obiettivi di efficienza, ma anche la salvaguardia dei livelli occupazionali, il contenimento delle ricadute sui lavoratori interessati e la valorizzazione delle professionalità presenti in Mps. È in questo contesto che è nato il modello del distacco, forse quello più vicino all’articolato del contratto nazionale.
    L’accordo sottoscritto dal gruppo Mps e Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin prevede per i 102 lavoratori coinvolti l’utilizzo del distacco, ma con una serie di garanzie. Intanto il distacco durerà 24 mesi e decorrerà a partire dal perfezionamento della cessione del pacchetto azionario di Juliet spa. Il contratto nazionale usato da Juliet è quello del credito, mentre quello aziendale è quello dell’azienda distaccante, ossia Mps. Per contenere le ricadute in termini di mobilità territoriale, i comuni di svolgimento dell’attività dei lavoratori sono Siena, Milano, Padova, Bologna, Pisa, Roma, Napoli e Lecce e non saranno attivati trasferimenti del personale salvo espresso consenso. I rapporti di lavoro part time saranno mantenuti, verranno applicate le disposizioni di legge e di contratto sulle ferie e le flessibilità individuali. Non manca poi la clausola di rientro per cui durante il periodo di distacco l’azienda si impegna a valutare eventuali richieste di rientro per situazioni personali o familiari. Alla cessazione del distacco, comunque, l’azienda si impegna a reimpiegare le risorse sulle piazze di provenienza e in attività contigue.
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