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Mps, l’Ente voterà a favore dell’azione di responsabilità

Fondazione Mps voterà a favore dell’azione di responsabilità decisa da Banca Monte dei Paschi nei confronti dei vecchi amministratori e, intanto, valuta la possibilità di prendere iniziative dirette.
«In coerenza con quanto già dichiarato pubblicamente dal presidente Gabriello Mancini, la deputazione amministratrice della Fondazione sarà chiamata a votare l’adesione all’iniziativa della banca che verrà sottoposta all’approvazione degli azionisti nell’assemblea del 29 aprile», spiega l’Ente senese. «Per quanto riguarda un’eventuale azione di responsabilità motu proprio – prosegue la nota – la Fondazione sta monitorando la situazione e gli elementi che emergono per verificare se esistano i presupposti per promuoverla: nessuna volontà dilatoria, ma solo una seria e responsabile analisi dei dati di fatto che, se riscontrerà basi concrete per avviare qualsiasi iniziativa a tutela del patrimonio, o di eventuali altri interessi e diritti della Fondazione, non potrà che portare ad agire in tal senso».
È scontato il via libera al tentativo di rivalsa di Banca Mps nei confronti dei vecchi amministratori, l’ex presidente Giuseppe Mussari e l’ex direttore generale Antonio Vigni, e delle banche internazionali coinvolte nei prodotti strutturati Alexandria e Santorini, rispettivamente Nomura e Duetsche bank. La questione sarà messa al voto in occasione dell’assemblea che dovrà anche approvare il bilancio 2012, chiuso con 3,1 miliardi di perdita, in parte causata anche dalle operazioni della passata gestione finite nel mirino della magistratura e degli organi di vigilanza.
Intanto gli attuali vertici di Rocca Salimbeni, il presidente Alessandro Profumo e l’amministratore delegato Fabrizio Viola, ieri hanno fatto visita alla Fondazione illustrando, secondo la prassi senese, i contenuti del bilancio 2012 alla deputazione amministratrice. Nessuna dichiarazione al termine dell’incontro che è durato un paio d’ore e si è svolto a Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione. A seguire, Profumo e Viola hanno presentato i risultati dell’ultimo esercizio alle categorie economiche e sociali della città, questa volta a Rocca Salimbeni.
I due manager, impegnati a pilotare il gruppo in acque più tranquille, continuano a lanciare messaggi positivi sulla solidità e le prospettive di rilancio della banca, il cui titolo ieri è stato sospeso in Borsa per eccesso di rialzo e poi ha chiuso con un guadagno a due cifre (+14%). Il mercato crede nel piano industriale, attualmente sul tavolo della Commissione di Bruxelles, che indica una redditività del 7% nel 2015.
Ma soprattutto gli operatori cominciano a scommettere sul buon esito della svolta senese, anche sul terreno statutario e formale. I passaggi fondamentali sono due: l’eliminazione del limite al 4% del diritto di voto nelle assemblee del Montepaschi (una regola alla quale non deve sottostare la Fondazione); e la riforma dello statuto dell’Ente di Palazzo Sansedoni, che ridimensionerà il ruolo della politica, la cui bozza resterà aperta al contributo pubblico fino a giovedì prossimo.
La Fondazione punta a varare lo statuto entro maggio, in modo da realizzare il ricambio della governance, a luglio, con le nuove regole. Da parte sua, la banca potrebbe affrontare a breve il nodo del tetto al diritto di voto, la cui abolizione è indispensabile per varare l’aumento di capitale da un miliardo con esclusione del diritto d’opzione, già deliberato e delegato al consiglio d’amministrazione. Il ritorno alla normalità non è facile. Ma Siena ci prova.

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