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Mps, la Bce interviene «Servono chiarimenti»

La Bce cambia l’ordine del giorno del consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena di oggi. Con una lettera la Banca centrale europea ha chiesto chiarimento a Mps sui tempi dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi che l’istituto guidato da Guido Bastianini si è impegnato a sostenere nel caso in cui la «soluzione strutturale» — come Siena ha definito la fusione con un partner più solido — non dovesse concretizzarsi. La lettera, anticipata dall’agenzia Ansa, sarà al centro della discussione del cda, che secondo indiscrezioni avrebbe dovuto affrontare una riorganizzazione interna, anche in vista di un possibile «spezzatino» tra Unicredit e Mediocredito centrale.

Ora la Vigilanza Ue intende capire da Siena quale sia la timeline dell’aumento, acquisendo informazioni tecniche sui passi e le modalità della ricapitalizzazione. Sebbene la missiva non contenga alcun diktat né termini prescrittivi entro i quali eseguirla, la richiesta arriva mentre sembra in alto mare la ricerca di un compratore da parte di Mps, unica alternativa a una rischiosa ricapitalizzazione sgradita al Tesoro, azionista con il 64% del capitale. Alla data room aperta a Siena a inizio anno ha chiesto di accedere solo il fondo Apollo, giudicato un outsider. Nonostante la trimestrale chiusa meglio del previsto (9 milioni di utile e un patrimonio positivo per 700 milioni, mentre gli npl lordi sono scesi al 3,5%), nel bilancio 2020 la stessa Mps ha ammesso «una rilevante incertezza» sulla continuità aziendale legata proprio al successo dell’aumento di capitale, perché manca ancora il via libera dell’Antitrust Ue, che per autorizzare la nuova iniezione di fondi pubblici, dopo i 5,4 miliardi nel 2017 (4 in più di quanto vale ora Mps) deve accertare la cosiddetta «viability stand alone», cioè la capacità della banca di reggersi sulle proprie gambe. Per questo Mps ha spostato l’aumento dal terzo trimestre di quest’anno a un periodo che va dal quarto trimestre fino al primo semestre del 2022.

C’è una accelerazione invece sul dossier Carige, l’istituto controllato dal Fondo interbancario dopo commissariamento e salvataggio. Entro luglio, secondo Radiocor, dovrebbe essere aperta la data room.

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