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Mps, la Bce decide sull’aumento L’Ente: fiducia al vertice

I vertici di Banca Mps incassano la fiducia da parte della Fondazione senese. Ieri c’è stato un incontro tra il presidente Mps Alessandro Profumo, l’amministratore delegato Fabrizio Viola e i rappresentanti della Fondazione, storico azionista della banca e oggi titolare del 2,5% del capitale della banca. Al termine del meeting, con una nota la Deputazione amministratrice ha confermato «il proprio apprezzamento per il lavoro che Profumo e Viola stanno svolgendo per la finalizzazione del Capital Plan e per l’aggiornamento del piano della banca alla luce del mutato scenario di riferimento».
In occasione del vertice, Profumo e Viola hanno infatti aggiornato i rappresentanti della Fondazione sulle iniziative prese per colmare il deficit di capitale emerso con gli stress test della Bce e sugli sviluppi. Da parte di Francoforte si attende il via libera all’aumento di capitale da 2,5 miliardi che dovrebbe coprire la carenza (shortfall) da 2,11 miliardi che gli esami della Banca centrale europea ha evidenziato. Previsto inizialmente per oggi (data in cui è fissato un Governing Council in Bce), il disco verde di Francoforte è destinato però a slittare. La prima data utile per l’avallo potrebbe essere quella del 18 febbraio, ma non è da escludere che si possa andare anche più avanti.
Come anticipato dal Sole 24 Ore (si veda il numero del 31 gennaio), l’Ente di Palazzo Sansedoni sembra così confermare la fiducia agli attuali vertici del gruppo. Tutto si farà più chiaro il 14 aprile, in occasione dell’assemblea ordinaria e straordinaria che dovrà approvare i conti 2014. Ma la sensazione è che, a meno di clamorosi colpi di scena, il patto Fondazione-Fintech-Btg Pactual, in virtù del 9% della banca, punti a nominare 6 dei 12 membri del board della banca, rinnovando così Profumo e Viola ai loro posti. Un rinnovo che, va detto, dovrebbe essere però a tempo, destinato cioè a durare fino al varo dell’aumento di capitale (il cui valore secondo diversi rumors potrebbe essere superiore ai 2,5 miliardi finora previsti) e all’eventuale matrimonio con un’altra banca.
Cautela, rispetto alla possibile adesione all’aumento di capitale da parte della Fondazione Mps, è stata espressa dal presidente Marcello Clarich. «Non conosciamo ancora tutti i parametri – ha confermato ieri Clarich – e comunque su questo lavora ancora il nostro advisor», il Credito Fondiario.

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