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Mps, ipotesi di giudizio immediato

Gian Luca Baldassarri, ex responsabile dell’area Finanza di Mps, stamani sarà interrogato dai pm senesi Nastasi, Natalini e Grosso nel carcere di San Vittore a Milano. Gli inquirenti toscani la settimana scorsa hanno chiesto per lui il fermo relativamente al reato di concorso in ostacolo alla vigilanza sui derivati, poi convalidato domenica dal gip milanese Alfonsa Maria Ferraro.
Prima ancora dunque che il manager venga trasferito in un carcere del territorio senese – e di nuovo interrogato da un gip di Siena che ne confermi (o meno) l’arresto – gli inquirenti della procura di Siena hanno deciso di confrontarsi con lui in tempi strettissimi. La sensazione è che si vada verso una rapida chiusura delle indagini: si fa strada l’ipotesi di un rito immediato, almeno su questo primo filone di indagini sui prodotti di finanza strutturata e derivata. Possibile dunque che la strategia dei procuratori sia quella di “spezzettare” la maxi-inchiesta in più parti, per arrivare a conclusioni più certe, veloci e meno dispersive.
L’interrogatorio di oggi si concentrerà quindi, molto probabilmente, sull’attività illecita di ostacolo alla vigilanza sui derivati occultati nel bilancio di Mps, reato che secondo i pm sarebbe stato commesso prima di tutto dall’ex presidente Giuseppe Mussari (insieme al falso in prospetto e alla manipolazione del mercato) e all’ex dg Antonio Vigni (insieme al falso in prospetto). Baldassari è finito agli arresti relativamente a questo reato perché sospettato di voler fuggire all’estero e inquinare le prove contattando con messaggi in codice altri testimoni e indagati.
Per il gip di Milano, l’ex capo della finanza di Mps è «persona che dispone di ingenti mezzi finanziari, di proprietà all’estero (Londra e Miami) e di interrelazioni personali tali da garantirgli, alla bisogna, una fuga sottraendosi così alla giurisdizione». Inoltre: «mantiene all’attualità ancora contatti con i suoi ex collaboratori ancora presenti all’interno dell’area finanza di Bmps, che potrebbero essere contattati per emendare i propri contributi istruttori». Secondo il giudice inoltre Baldassarri, intercettato, non appena rientrato in Italia, ha contattato Alberto Cantarini che doveva essere sentito la mattina dell’11 febbraio a Siena come persona informata sui fatti: «risulta che alle ore 4.24 del 11/2/ Baldassarri ha lasciato un messaggio in segreteria per Cantarini». Il gip ha poi riconosciuto la «pericolosità di diversi sms nei quali Baldassarri e Gianni Contena, anche lui dell’area Finanza Mps, commentavano la decisione di Mussari di dimettersi da presidente dell’Abi».
Il manager è indagato anche per truffa e associazione a delinquere, sempre all’interno del dossier relativo ai derivati, sui quali, secondo i magistrati, avrebbe peraltro ricavato commissioni illecite per circa 18 milioni, portati in parte all’estero e poi fatti rientrare con lo scudo fiscale. I suoi conti correnti e titoli sono stati sequestrati poche settimane fa dal nucleo valutario della Gdf, su richiesta dei pm senese, insieme a quelli del suo vice Alessandro Toccafondi e di tre broker esterni (Fabrizio Cesaroni, David Ionni, della società finanziaria Enigma di Londra, e Luca Borrone). Dopo l’interrogatorio Baldassarri dovrebbe essere trasferito a breve in Toscana, probabilmente già nel fine settimana.
Due giorni fa intanto Mussari e Vigni hanno ricevuto una nuova visita della Gdf, che hanno perquisito le loro abitazioni, probabilmente per verificare l’ipotesi di contatti fra indagati, e per trovare riscontri sulle deposizioni di indagati e testimoni.

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