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Mps, investitori in attesa

I grandi investitori aspettano il referendum costituzionale del 4 dicembre prima di passare all’azione sul Montepaschi: è quanto emerge nella relazione illustrativa del cda della banca senese, predisposta per l’assemblea dei soci del 24 novembre. I riscontri preliminari ottenuti dalle banche del consorzio, nell’ambito dell’aumento di capitale di Mps, evidenziano «una sostanziale indisponibilità manifestata dagli investitori istituzionali ad assumere importanti decisioni di investimento relative a società italiane prima di conoscere l’esito del referendum». Così il board della banca «ha verificato la possibilità di avviare l’aumento subito dopo tale data, mantenendo al contempo l’obiettivo della società di completare l’operazione entro il corrente anno o comunque nei minori tempi tecnici consentiti. Le verifiche condotte con i propri advisor, le autorità competenti e le banche del consorzio hanno tuttavia dimostrato la sostanziale impossibilità di conciliare tali esigenze con un aumento di capitale offerto in opzione ai soci». Finora, si legge ancora nel documento, «non sono pervenute da parte degli azionisti manifestazioni di disponibilità a sottoscrivere le azioni di nuova emissione rivenienti dall’aumento».

Nel documento si legge inoltre che, oltre alla conversione dei titoli subordinati tier 1 e tier 2, Mps si riserva la possibilità di offrire la conversione di strumenti finanziari senior. «Si è rilevato che la situazione dei mercati potrebbe rendere di difficile esecuzione la raccolta di un ammontare pari a quello ipotizzato (5 miliardi di euro, ndr) attraverso semplici offerte di sottoscrizione (siano esse rivolte a investitori istituzionali o retail). Anche sulla base di queste indicazioni, il cda, considerate le attuali condizioni di mercato e al fine di favorire il buon esito dell’aumento di capitale e, quindi, dell’intera operazione in cui esso si inserisce, ha quindi valutato la possibilità di combinare l’aumento con una potenziale operazione di liability management», ossia la conversione volontaria di bond in titoli azionari.

Intanto Corrado Passera, che nei giorni scorsi ha ritirato la propria proposta di risanamento in polemica con i vertici del Montepaschi, era convocato ieri nel tardo pomeriggio nella sede della Consob a Roma. Lunedì sarà invece ascoltato l’a.d. di Mps, Marco Morelli. Dopo il botta e risposta tra l’ex banchiere e Rocca Salimbeni, i contatti tra l’authority e i protagonisti della vicenda sono stati continui. A indurre la commissione di vigilanza dei mercati alla convocazione delle due parti è stata anche l’alta volatilità del titolo Mps in borsa. Ieri le azioni hanno chiuso la seduta in calo frazionale (-0,94% a 0,232 euro).

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