Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mps, incertezza sui bond

Il mercato si interroga sulla conversione dei bond Montepaschi. L’operazione è stata approvata dal cda, che ha anche dato via libera a un’intesa vincolante con Cerved per la cessione della propria piattaforma di crediti in sofferenza (Juliet) per un corrispettivo di 105 milioni, cui potrebbe aggiungersi un earn out di massimi 66 mln, basato sul raggiungimento di alcuni risultati economici.

L’incertezza ha influito sul titolo in borsa, che, dopo alcune sospensioni dagli scambi, ha lasciato sul terreno il 10% a 0,2519 euro.

Quasi metà dell’offerta riguarda i piccoli risparmiatori: sull’intero valore nominale dei titoli oggetto della conversione pari a 4,29 miliardi di euro, quasi 2,1 si riferiscono al bond con scadenza maggio 2018 specificamente rivolto alla clientela retail.

Equita sim ricorda che sono stati definiti i termini della conversione. L’offerta riguarda 4,29 miliardi di euro di Tier1 e Tier2 e potrebbe essere estesa ai Fresh (un miliardo di nominale), tecnicamente non emessi direttamente dalla banca. Per i Tier2 il prezzo di offerta è al 100% del nominale, mentre per i Tier1 è all’85%. A seconda dell’emissione, il prezzo di offerta implica un premio del 25-35% sull’ultimo prezzo. I titoli consegnati riceveranno un corrispettivo che sarà obbligatoriamente reinvestito nell’aumento di capitale. L’offerta sui bond inizierà entro questo mese, ma il calcolo delle azioni spettanti e la consegna avverrà solo dopo la conclusione dell’aumento di capitale e contestualmente alla consegna dei titoli emessi l’operazione. «La garanzia sulla ricapitalizzazione è soggetta a varie condizioni», dicono gli esperti, «tra cui il deconsolidamento degli Npl, l’andamento soddisfacente del marketing presso gli investitori e l’esito soddisfacente della conversione. Per i bondholder c’è quindi il trade-off tra aderire e assumersi il rischio equity e non aderire, con il rischio che il complesso della ricapitalizzazione non vada a buon fine e ci sia il bail in».

Anche per Filippo Diodovich, di Ig, si è in presenza di un vero dilemma: «In caso di una conversione deludente, le banche del consorzio potrebbero scegliere di non garantire l’inoptato dell’aumento di capitale. In tale scenario non sarebbero raggiunti i valori necessari per soddisfare i requisiti imposti dalla Bce, mettendo così a rischio la continuità aziendale e introducendo il processo di bail in. I tanti condizionali mettono tuttavia in luce quanto la situazione di Mps sia particolarmente difficile. I vertici della banca senese stanno cercando di raccogliere più capitali possibili per diminuire l’ingente aumento di capitale da 5 miliardi, che potrebbe essere effettuato in condizioni di mercato ben peggiori di quelle attuali. I rischi di instabilità politica post referendum sono infatti sempre più elevati». Sono rimaste fuori le obbligazioni senior: ai loro possessori, aggiunge Diodovich, «rimane quindi il dilemma se aderire o no all’offerta: cosa conviene tra convertire le obbligazioni, diventando azionisti di Mps e assumendosi ancora più rischi, o non convertire rischiando lo scenario di bail in, con conseguenze ben peggiori. Una scelta davvero difficile, considerando l’incertezza degli scenari dei prossimi mesi».

Intanto la banca senese, guidata dall’a.d. Marco Morelli, ha nominato, per la proposta di conversione, JPMorgan Securities e Mediobanca joint global coordinators.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nonostante la pandemia tante aziende hanno deciso o subìto il lancio di un’Opa che le porterà a ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Peugeot-Citroën ha annunciato di aver parzialmente rimarginato le ferite della prima parte dell’a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Meno macchine, meno motori termici, e un ritorno al futuro nei modelli. Ecco la ricetta del nuovo am...

Oggi sulla stampa