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Mps in rosso di 4,69 miliardi. Viola: è il punto più basso

di Cesare Peruzzi

Banca Monte dei Paschi chiude l'esercizio 2011 con 4,69 miliardi di perdita contabile, dopo aver svalutato l'avviamento e gli altri asset intangibili per 4,51 miliardi. È una pulizia di primavera radicale quella approvata dal consiglio d'amministrazione di Rocca Salimbeni e presentata ieri alla piazza finanziaria milanese dal direttore generale Fabrizio Viola, accompagnato dal cfo Marco Massacesi (assente per altri impegni istituzionali il presidente uscente Giuseppe Mussari).
Negativa la reazione del mercato che, in una giornata storta per il settore bancario, ha penalizzato il titolo senese in modo particolare (-10%). Viola, che ha confermato di voler presentare il nuovo piano industriale del gruppo «entro maggio», ha ribadito l'impegno al «mantenimento dell'autonomia di Banca Mps», la determinazione nell'evitare il «ricorso a nuovi aumenti di capitale» e la prospettiva di «restituire 1,9 miliardi di Tremonti bond prima di luglio 2013», quando il costo diventerebbe più oneroso.
«L'ultimo trimestre del 2011 è stato probabilmente il punto più basso della crisi e infatti i primi mesi di quest'anno la situazione del mercato, per quanto riguarda il nostro comparto, è nettamente migliore, più distesa – ha commentato il direttore generale del Montepaschi -. Fare previsioni è però molto difficile, perché siamo in una fase di transizione e servono conferme che soltanto il tempo potrà dare. Una cosa è certa – ha aggiunto -: anche se ci sono fattori esterni determinanti, molto dipenderà dal lavoro che sapremo fare al nostro interno, sul terreno dell'operatività e dell'efficienza del gruppo».
La "pulizia di bilancio" consentirà alla macchina senese di ripartire senza fardelli gravosi. Non tutti i numeri del 2011 sono del resto negativi. I ricavi sono calati (-1,2%) per effetto della riduzione del margine d'interesse (-2,4%) e delle commissioni nette (-6%), e gli oneri operativi sono aumentati (+2,1%), così come sono cresciute a quota 1,3 miliardi le rettifiche su crediti. Per quanto riguarda il versante patrimoniale, la raccolta diretta ha registrato il crollo di quella relativa a controparti istituzionali (-37%), mentre è rimasta sostanzialmente stabile il fronte retail (+0,3%).
Il calo degli impieghi (-5,6% su base annua) ha risentito della dinamica particolarmente negativa dell'ultimo trimestre legata al problema della liquidità (Siena ha complessivamente prelevato 29miliardi alle due aste della Bce). Il Tier 1 ratio del gruppo, a fine dicembre, si era comunque attestato all'11,1% rispetto all'8,4% del 2010, grazie all'aumento di capitale dello scorso luglio e alle operazioni di capital management. Al netto dei Tremonti bond, il Core Tier 1 è pari all'8,5%, dunque a un passo dal traguardo del 9% richiesto dall'Autorità bancaria europea (Eba).
Su questo tema, Viola non scopre le carte: «Siamo fiduciosi di aver messo in atto le mosse adeguate e non ho indicazioni dal fronte Eba», ha detto, ricordando sul terreno strategico di voler puntare a un gruppo che «sfrutti il legame con i territori di riferimento, sul modello delle regional bank americane».
Il direttore generale di Banca Mps ha poi detto che i primi due trimestri dell'anno risulteranno decisivi per verificare la qualità del credito in Italia, alla luce delle manovre fiscali e dell'andamento della congiuntura economica. Il gruppo senese, nel prossimo triennio, punterà inoltre a sostituire i circa 29 miliardi di finanziamento avuti dalla Bce con il ritorno ai tradizionali canali di approvvigionamento della liquidità.
Sui costi, Viola pur riconoscendo il buon lavoro fatto dal suo predecessore Antonio Vigni, è convinto che sia possibile andare oltre. Il piano di contenimento presentato ai sindacati, infatti, prevede un ulteriore taglio del 3% per un ammontare di circa 80 milioni. «Il mio impegno e quello del cda è di salvaguardare i livelli occupazionali», ha spiegato il manager, che oggi incontrerà le organizzazioni dei dipendenti.
Viola non dà indicazioni su un eventuale dividendo 2012 (quello 2011, ovviamente non ci sarà), ma si dichiara ottimista sulle prospettive generali. «Con Alessandro Profumo penso che faremo un buon lavoro», ha detto riguardo all'indicazione del futuro presidente della banca. «È stata una scelta di rilancio – ha aggiunto -. La Fondazione Mps sta facendo bene anche con l'allargamento della base azionaria a investitori che hanno un approccio di medio-lungo periodo». Investitori che, come la Fondazione, si aspettano però un pronto ritorno alla redditività.

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